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Energia rinnovabile, il Gas della Diocesi di Padova best practice italiana

Pubblicato il 11 Giugno 2019 in Padova

 

Partiamo dai numeri: 150 le parrocchie che hanno volontariamente aderito e 408 le singole utenze allacciate (considerando chiesa, centro parrocchiale, scuola dell’infanzia ecc.) per oltre 2,5 milioni di kWh/anno, ovvero il corrispettivo di mille famiglie. Sono i risultati del  gruppo di acquisto di energia rinnovabile, promosso dal 2017 dalla Diocesi di Padova, che sarà presentato come best practice italiana a il 12 giugno a Bruxelles per il Second «Laudato Si’» Reflection Day dedicato alle politiche e buone pratiche per una conversione ecologica.

Il progetto sul gruppo di acquisto energie rinnovabili è stato avviato due anni fa, ma l’idea era nata contestualmente alla pubblicazione dell’Enciclica Laudato Si’, nel 2015. Infatti, di fronte all’evidenza della necessità di quella che papa Francesco definisce “ecologia integrale” da un lato e al pressing dei fornitori di energia in funzione del mercato libero dall’altro, numerosi parroci e laici impegnati nei consigli parrocchiali per la gestione economica, coinvolti anche in una capillare formazione sul testo dell’enciclica, sollecitavano alla Diocesi una riflessione e un sostegno. Una virtuosa coincidenza che ha portato la Diocesi di Padova a indire, nel 2017, una gara d’appalto privata rivolta a 23 aziende, da cui è nata poi una convenzione unica di fornitura. La gara, che nel capitolato prevedeva alcune condizioni etiche tra cui la fornitura di energia rinnovabile 100% con “garanzia d’origine”, è stata vinta dalla ditta AGSM Energia Spa di Verona.

«Non c’è tema umano che non sia toccato dalla luce del Vangelo di Gesù – ricorda don Marco Cagol, vicario episcopale per i rapporti con il territorio – il lavoro, l’economia, la concezione dell’essere umano con tutte le sue implicazioni riguardanti la vita, la relazione con il creato, ecc. Con l’enciclica Laudato Si’ il Papa ci ha invitato a considerare come chiave odierna per affrontare le emergenze di questo tempo, il paradigma dell’ecologia integrale, intesa non come questione ambientale (visione riduttiva) ma come l’equilibrio delle nostre relazioni con gli altri, con sé stessi, con Dio, e con il creato, nella convinzione che l’una influenzi l’altra. Egli parla proprio della necessità di “recuperare i diversi livelli dell’equilibrio ecologico: quello interiore con sé stessi, quello solidale con gli altri, quello naturale con tutti gli esseri viventi, quello spirituale con Dio” (LS 210). Certo, molte considerazioni sono dedicate alla problematica della relazione con il creato, ma la chiave è sempre quella relazionale, perché tutto è connesso (cfr. LS 91 e 240), tutto si tiene. Ciò che è ingiustizia tra gli uomini e i popoli influisce sul creato, e viceversa».



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