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Digital marketing: i 5 trend del 2019 per fare breccia nel web

Pubblicato il 3 Giugno 2019 in Innovazione, Professionisti

 

Mi appassiona cercare l’ultima innovazione per quanto riguarda il digital marketing. Adoro leggere blog, seguire i profili più influenti del pianeta e soprattutto fare tanti test sui nostri funnel di marketing, molti dei quali racconto nel mio blog Insight Noonic.

È sempre molto interessante capire cos’è “hot” e cosa “cool” quando si parla di digital marketing, però poi alla fine quello che conta è il ritorno rispetto all’investimento fatto. Perciò in questo articolo cercherò di focalizzarmi su tutte quelle trasformazioni digitali e tecniche che si possono mettere a terra in maniera semplice e che vi porteranno i maggiori risultati commerciali.

Il panorama del web marketing è stato stravolto così tanto che quello che funzionava qualche anno fa oggi è completamente obsoleto. Una volta bastava postare qualche contenuto sui social network per crescere in maniera stabile; oggigiorno le interazioni con i clienti su più canali in parallelo sono essenziali. Il nostro lavoro è diventato stupire sempre di più i visitatori con contenuti personalizzati e portarli a iniziare una vera conversazione per sentirsi legati ai brand.

La realtà dei fatti è che nonostante ci siano aziende che sono estremamente avanti per quanto riguarda il digital marketing, la buona parte stanno rincorrendo trend di molti anni fa, e si domandando perché non riescono a crescere grazie all’online.

Ecco quindi la mia lista con i trend più interessanti del 2019 per quanto riguarda il digital marketing.

1. Cambio dell’Esperienza Online dal Multichannel all’Omnichannel

Riceviamo input ad ogni ora su ogni device: dalle email che tutt’oggi sono uno degli strumenti che convertono meglio, alle notifiche delle decine di app installate, passando per i comandi vocali dell’assistente vocale, fino ai messaggi dello schermo digitale della tua auto.

Cosa cambierà? Invece di sviluppare attività separate su più canali il concetto di omni-channel presuppone un approccio condiviso sui diversi canali creando un sistema comunicativo unificato. Quindi i contenuti online, i social network, le applicazioni mobile si comportano in modo coordinato, ognuno con i suoi obiettivi, acquisendo, coinvolgendo ed interagendo con l’utente nei diversi momenti di relazione con il brand in maniera lineare e continua. Più touch-point su cui intrattenere e ingaggiare l’utente, dandogli tutte le informazioni di cui necessita solo nei momenti in cui sono veramente di valore.

Sostenendo proprio questo punto di vista sta cambiando completamente anche il concetto di customer experience all’interno dei siti web, i normali funnel di vendita o di acquisizione di lead stanno diventando sempre più complessi, cercando di mantenere l’utente ingaggiato e stupito durante tutti i touchpoint con l’azienda. Sistemi come l’email automation, le notifiche push, i chatbot e determinate campagne di remarketing sono ormai indispensabili per riportare l’utente nelle piattaforme ed aumentare la retention. Il 70% dei potenziali clienti interagisce con almeno tre o più canali di comunicazione con il brand, e il 47% dei consumatori guarda dai 3 ai 5 articoli prima di completare un acquisto.

Secondo Aberdeen Group le aziende con una strategia omnichannel ben strutturata registrano una crescita del fatturato del 9,5% anno su anno e trattengono l’89% dei loro clienti.

2. PPC: Programmatic

Anche la pubblicità pay-per-click online sta cambiando drasticamente. È necessario essere sempre più creativi, in un mix di automazione, analisi di un grande numero di dati e integrazione di diverse tecnologie.

Nonostante non tutti la pensino in questo modo, gestire la pubblicità online è un lavoro a tempo pieno. I canali con cui raggiungere i propri consumatori crescono di anno in anno, e neanche un team full-time riesce ad avere il tempo di tenerli monitorati tutti quotidianamente, adattando gli investimenti in base al mercato. Per questo motivo ci sono sempre più aziende che stanno cercando di far inserire l’intelligenza artificiale all’interno delle loro campagne media.

Il programmatic è un processo che usa l’intelligenza artificiale per aggiustare e modificare il bidding pubblicitario seguendo un algoritmo di riferimento. Se sembra qualcosa di familiare è perché viene già utilizzato in larga scala, e si dice che per il 2020 praticamente l’86% della spesa display verrà gestita in maniera automatica. Nonostante su questo punto, soprattutto in Italia, il bello debba ancora iniziare.

3. Voice Assistant

Un trend che non si può tralasciare è sicuramente il ruolo delle ricerche vocali. Nel 2018 due adulti su cinque hanno usato almeno una volta al giorno la ricerca vocale. Ma ci aspettiamo che per il 2020 il 50% delle ricerche saranno vocali. Questo non aiuterà sicuramente a portare traffico ai nostri siti, quindi bisognerà pensare a come interagire con sistemi come Google Home o Alexa.

4. Analytics / Automation / Lead Scoring

Il modo migliore per aumentare i fatturati non è sicuramente incrementare il numero di clienti, ma cercare di ottimizzare il valore di ogni singolo cliente. Riuscire a tracciare in maniera efficace come ogni utente si comporta ad ogni touch point nella vostra rete omnichannel sarà di vitale importanza.

Proprio per questo motivo una cosa a cui tengo molto, e su cui sto insistendo in azienda, è il concetto di lead scoring. Secondo me nei prossimi anni sarà fondamentale definire un sistema di punteggio degli utenti potenziali e già clienti, cercando di andare sempre più in profondità mappando la customer journey degli utenti, e dando un punteggio per ogni loro azione, definendo il valore dell’utente. Ci credo così tanto che ho voluto sviluppare la nostra soluzione proprietaria, da utilizzare nell’ottimizzazione delle nostre piattaforme e campagne.

5. Customer Experience & Automation

Dire che oggi il marketing digitale è completamente data driven non è per nulla un’assurdità. Proprio per questo motivo, nonostante sia una pratica già molto diffusa, sta diventando sempre più fondamentale impostare dei processi per ottimizzare le conversioni delle campagne e dei funnel. Ma soprattutto questi dati vanno utilizzati per personalizzare nella sua totalità l’esperienza del cliente. I brand devono investire per poter profilare sempre di più i loro potenziali clienti e convincerli all’acquisto poiché l’esperienza diventa praticamente one-to-one. Per questo motivo convertono molto bene le email mandate in automation ma comunque estremamente personalizzate rispetto al comportamento e agli interessi degli utenti. Un altro esempio è la crescita delle interfacce conversazionali.

Questo per quanto riguarda i macro trends che credo possano aiutare in maniera evidente la crescita e il posizionamento online di una Pmi o grande azienda. Se non hai idea di come funziona il digital marketing ti invito a leggere la mia guida sul web marketing. Per quanto riguarda trucchi e novità che funzionano bene online ti rimando all’ultimo articolo che ho scritto sul mio blog riguardo i 23 trucchi per raddoppiare le conversioni online.

Nicola Possagnolo

Questo è il primo di una serie di contributi che Nicola Possagnolo, co-founder dell’agenzia di consulenza strategica digitale Noonic, scriverà per Veneto Economia. Una sorta di guida a puntate tra strumenti, tecniche e prospettive, destinata a chi cerca una bussola per orientarsi tra le tendenze più aggiornate del marketing online.



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