In Veneto oltre duemila aspiranti Navigator: i posti sono 142

Pubblicato il 16 Maggio 2019 in Economie

centro per l'impiego  

Gli aspiranti Navigator veneti sono 2110: tanti infatti hanno risposto all’avviso pubblico di conferimento incarichi per la nuova figura istituita dalla legge sul Reddito di cittadinanza, che andrà a rinforzare i centri per l’impiego. I posti di lavoro a disposizione nella regione sono in totale 142.

Il tetto massimo degli ammissibili alle selezioni era fissato in 20 candidati per ogni posto, dunque 2840 in tutta la regione. Ma nel complesso le candidature pervenute sono state 730 in meno. Unica eccezione tra le province è Padova, dove il rapporto 1 a 20 che portava a 500 gli ammessi è stato superato di 63 richiedenti che saranno quindi esclusi dalle prove di esame in base al minor punteggio di laurea.

In sei delle sette province le domande presentate sono state invece inferiori al contingente massimo: il rapporto più basso si è registrato a Rovigo con 101 domande su 180 ammissibili per 9 posti e a Vicenza con 287 domande su 460 ammissibili per 23 posti. Bassa la proporzione anche a Venezia dove hanno presentato domanda in 335 rispetto ai 540 disponibili per 27 posti.

navigator veneto

Per i veneti che saranno ammessi alla selezione ora si prospetta un viaggio a Roma, probabilmente a luglio, per le prove di esame scritte. I vincitori saranno assunti da Anpal Servizi con contratto di collaborazione biennale a 27 mila 338,76 euro lordi annui (21,5 netti) più 300 euro mensili sempre al lordo per spese di viaggio, vitto e alloggio. Tanto che la Cisl, d’intesa con Ial Veneto srl, ha organizzato per gli interessati un corso di preparazione alle selezioni, dalla durata di 24 ore distribuite in quattro giorni.

«Va sottolineato – spiega Marj Pallaro di Cisl Funzione Pubblica Veneto – che nella nostra regione il personale dei Centri per l’impiego è sottodimensionato da tempo e che, non a caso, a breve si dovrebbe aprire anche il concorso pubblico di Veneto Lavoro per l’assunzione con contratto a tempo indeterminato di, probabilmente, 150 operatori da assegnare tra tutti i Cpi. Un fatto positivo quindi, indipendentemente dal nostro giudizio sul Reddito di cittadinanza come strumento per il collocamento al lavoro».



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