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Industria vicentina, produzione torna in negativo dopo sei anni

Pubblicato il 31 Maggio 2019 in Pmi e Imprese, Vicenza

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L’indagine congiunturale di Confindustria Vicenza per il primo trimestre 2019 conferma il tendenziale rallentamento dei principali indicatori rilevato nel semestre precedente. E per la prima volta dopo sei anni la produzione del settore va in negativo: -0,7%, non succedeva dal secondo trimestre 2013, piena recessione da Grande Crisi.

A fronte del 41% delle aziende che dichiara aumenti di produzione, il 32% delle ditte evidenzia cali produttivi determinando un saldo di opinione pari a +9 (+7 nel precedente trimestre), drasticamente inferiore rispetto al +27 del primo trimestre del 2018. Il numero di aziende che denuncia un livello produttivo insoddisfacente rappresenta il 39% del totale, in lieve aumento rispetto ai trimestri precedenti.

Il dato negativo vicentino si inserisce in un contesto di debolezza nazionale della produzione industriale: secondo i dati pubblicati dall’Istat, nel mese di marzo 2019 l’indice complessivo della produzione è diminuito in termini tendenziali dell’1,4% su base annua. Torna ad essere positiva, invece, la variazione tendenziale italiana dell’indice mensile corretto per gli effetti di calendario, dopo le flessioni dei due mesi precedenti. Nel terzo trimestre la flessione congiunturale del Paese è imputabile ai settori dei beni di consumo e dei beni inter¬medi, mentre risultano in crescita i comparti dell’energia e dei beni strumentali.

Tornano negative le vendite nel mercato interno

Variano negativamente anche le vendite sul mercato interno, che dopo quattro anni di andamento positivo scendono al -2,2%, e l’export verso i mercati extra UE, che segna un -4,2% rispetto al 1° trimestre 2018, periodo in cui il dato era già negativo sia rispetto allo stesso periodo del 2017 sia rispetto ai cinque semestri precedenti. Diversamente, continua a reggere l’export verso il mercato dell’Unione europea con un +3,05%.

«In questi giorni abbiamo toccato con mano, e poi pagheremo con le nostre tasche, quale sia la volatilità lo spread – dichiara il presidente di Confindustria Vicenza Luciano Vescovi -. Un indice che esplicita il livello di fiducia del mondo verso l’Italia. Una pagella immediata non solo della politica economica del governo, ma anche delle aspettative basate sulle dichiarazioni dall’establishment politico. E in un sistema economico industriale interconnesso con il mondo come è il nostro, la fiducia è il parametro più importante su cui un’economia e il lavoro possono reggersi nel medio e lungo periodo».

«Allora quando una provincia come Vicenza – prosegue Vescovi -, che tra quelle più industrializzate è stata la più resiliente rispetto alla crisi e che ha avuto l’incremento occupazionale più importante in questi anni, gli imprenditori lanciano un allarme, la politica deve prestare attenzione e non far finta che i twitter trend abbiano lo stesso peso dei fondamentali economici».

Conclude il presidente degli industriali berici: «In occasione del nostro rapporto di fine 2018 dissi che i dati dimostravano come Vicenza fosse ancora un’isola felice, ma che non sapevamo fino a quando sarebbe rimasta tale. Ecco, lo è stata fino ad oggi. Una dimostrazione diretta di come i nostri allarmi non siano di parte, non siano strumentali all’una o all’altra corrente politica. I nostri appelli sono per il futuro ormai prossimo del Paese. E se la politica mutasse finalmente il proprio atteggiamento, iniziando davvero un confronto costruttivo con il mondo delle imprese, sarebbe tutto il Paese a trarne giovamento».

Ordini, liquidità e incassi

La consistenza del portafoglio ordini rimane stabile per il 34%, mentre cala per il 42% delle aziende ed il periodo di lavoro assicurato supera i tre mesi nel 24% dei casi. Rispetto al primo trimestre 2018, rimane pressoché stabile la percentuale di aziende che denuncia tensioni di liquidità (18%) così come la percentuale di aziende che lamenta ritardi negli incassi (19%).

Nel primo trimestre 2019 i prezzi delle materie prime hanno registrato un incremento medio del +1,51%, mentre quelli dei prodotti finiti un aumento del +0,20%. Nel trimestre gennaio-marzo 2019 l’occupazione segna un leggerissimo incremento del numero di addetti pari al +0,26%. Data la decrescita della produzione, le aziende vicentine stanno probabilmente ancora facendo fronte al carico di lavoro degli anni precedenti e risultano tutt’oggi sottodimensionate rispetto agli ordini interni ed esteri. Inoltre, il lieve incremento dell’occupazione conferma il ritardo che solitamente subisce questa variabile rispetto ai cambiamenti congiunturali.

Il 60% delle aziende dichiara di aver mantenuto inalterato il proprio livello occupazionale, il 24% l’ha aumentato, mentre il 16% ha ridotto la propria forza lavoro.



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