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Olimpiadi 2026, ispettori Cio a Cortina. Ma pochi albergatori vogliono ospitare gli atleti

Pubblicato il 1 Aprile 2019 in Belluno, Economie

cortina neve sci  

“Dreaming together”, sognando insieme: questo è lo slogan della candidatura Milano-Cortina per le Olimpiadi invernali 2026 che gli ispettori del Cio, il Comitato olimpico internazionale, hanno letto nei cartelloni esposti all’aeroporto di Venezia dove sono atterrati oggi primo aprile, per l’ispezione alle località candidate ad ospitare l’evento sportivo. Intanto Federalberghi è preoccupata che a Cortina le strutture alberghiere non siano sufficienti, mentre Luca Zaia, presidente del Veneto, si dice sicuro del positivo risultato dell’ispezione.

Ma intanto monta il caso albergatori. Il 31 marzo sono scaduti i termini per la presentazione al Cio della lista delle strutture ricettive disposte a ospitare atleti, staff e organizzazione. In tutto servono 20 mila stanze, tra il Veneto e la Lombardia, ma sono ancora poche le adesioni delle strutture. Ma sono pochissime le adesioni arrivate. Per questo Federalberghi il 27 marzo ha inviato una lettera a tutte le strutture ricettive, pregandole di dare la loro disponibilità.

«Vengo a voi con una accorata preghiera – scrive Marco Michielli, presidente di Federalberghi, nella missiva – ben sapete quanto lavoro è stato fatto in questi ultimi tre anni per la presentazione di una candidatura credibile ai fini di replicare i fasti delle Olimpiadi del ’56, sulla cui onda le Dolomiti e Cortina stanno ancora “campando”».

Prosegue la lettera di Michielli: «Questa chanche non può andare perduta per la miopia di credere che ci possano essere prorogh e si possano chiudere prenotazioni sotto data, il Cio non è il Parlamento italiano e la scadenza al 31 marzo potrà al massimo subire proroga di un paio di giorni e non oltre. Vi prego pertanto, in nome del futuro della nostra montagna, di fare il possibile e l’impossibile per raggiungere il numero di posti letto richiesti».

Luca Zaia replica ostentando ottimismo: «Il Veneto non ha problemi di ospitalità alberghiera né, tantomeno, problemi di tipo organizzativo. È la regione più turistica d’Italia con 70 milioni di presenze e 16 miliardi di fatturato, con una buona parte di questi turisti che sceglie, in estate e in inverno, proprio le nostre vette e le nostre valli patrimonio dell’Unesco e gli impianti sportivi. Supereremo gli esami che il Cio si appresta a condurre col massimo dei voti, ne sono certo».



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