Crac popolari, Salvini: «C’è il decreto». Ma è scontro con il M5S

Pubblicato il 24 Aprile 2019 in Credito, Veneto, Vicenza

Banca Popolare di Vicenza Veneto Banca  

Salvini annuncia che si può «iniziare a rimborsare i risparmiatori» delle ex popolari venete. Ma la decisione frena a causa degli attriti interni al governo. Ad un passo dal mettere in moto il fondo di indennizzo risparmiatori, dopo quasi tre mesi dall’assemblea al Palasport di Vicenza in cui i due viceministri l’avevano dato per fatto, e dopo più di quattro dall’approvazione della Finanziaria, la situazione sembra essere ancora in stallo.

Le due metà del governo si sono scontrate sulla norma riguardante il debito della capitale, contenuta nel discusso «Decreto Crescita», ma anche sulle correzioni legislative al fondo di risarcimento per i risparmiatori azzerati delle popolari, che rischia di diventare l’ennesimo inceppo di questa situazione caotica.

La riunione «decisiva» è stata ieri 23 aprile, e doveva rappresentare il via libera definitivo al «Decreto Crescita». Sul fronte dei crac bancari si tentava di capire se alla fine è confermata anche la presenza delle correzioni legislative alla Finanziaria sul fondo di ristoro da 1,5 miliardi, necessarie a dare il via libera allo schema di risarcimento concordato dal ministro dell’Economia, Giovanni Tria, con la Commissione europea ed evitare rischi di procedure d’infrazione.

A fare il punto della situazione era stato il vicepremier Salvini, con le sue dichiarazioni al Consiglio dei ministri, riportate da Il Corriere del Veneto. «Stasera esce una norma che inizia ad aiutare le persone», truffate «da banchieri irrispettosi», ha sottolineato leader leghista, lodando il premier Conte: «Ha fatto un buon lavoro. L’urgenza è cominciare a rimborsare, da subito chi è in maggiore difficoltà. So che ci sono ulteriori interlocuzioni sia a Roma che a Bruxelles per allargare la platea di chi riceverà i rimborsi». In parole povere, si avranno due flussi: il primo riservato a ditte individuali e persone fisiche con un reddito Irpef fino a 35 mila euro nel 2018 o con un patrimonio mobiliare sotto i centomila euro, a cui si procederà al rimborso automatico con lo schema del 30% fino al tetto di centomila euro.



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