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Il Po è in secca, la “finta primavera” preoccupa gli agricoltori

Pubblicato il 4 Marzo 2019 in Economie, Rovigo

 

Il livello del Po è al preoccupante livello di -2,75 metri misurati al Ponte della Becca, in provincia di Pavia. Lo stesso livello idrometrico di inizio agosto scorso. A dirlo è Coldiretti, che punta il dito contro il caldo anomalo e l’assenza di precipitazioni nel mese di febbraio. La mancanza di acqua in fiumi, laghi, invasi e nei terreni preoccupa l’agricoltura poiché le riserve idriche, continua la Coldiretti, sono necessarie per i prossimi mesi quando le colture ne avranno bisogno per crescere. Un’anomalia che tocca anche l’agricoltura veneta.

L’andamento anomalo di quest’anno conferma purtroppo i cambiamenti climatici in atto che si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal maltempo alla siccità.

«Danni incalcolabili alla produzione»

Il mese di febbraio ha mandato la natura in tilt: con il caldo mandorli e albicocchi sono in fiore e i peschi già pronti a sbocciare ma tutte le coltivazioni sono in grande anticipo. La “finta primavera” ha ingannato le coltivazioni favorendo un “risveglio” che le rende particolarmente vulnerabili all’annunciato ritorno del freddo con danni incalcolabili per la produzione.

Gli effetti peraltro si fanno già sentire sui ortaggi dove è saltata ogni programmazione dei raccolti con broccoli, cavoli, sedano, prezzemolo, finocchi, cicorie, bietole che maturano contemporaneamente per le temperature primaverili. Secondo un’elaborazione di Coldiretti su dati Effis, l’anomalia climatica favorisce anche il divampare degli incendi fuori stagione con un aumento del 1200% dei roghi nei primi due mesi del 2019.



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