Restare o scappare? Il mercato del lavoro a caccia di talenti Ict

Pubblicato il 19 Marzo 2019 in Economie

 

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In quale paese vorresti vivere il resto della tua vita dopo aver conseguito una laurea? Se questa domanda fosse rivolta a un ingegnere informatico, probabilmente la risposta sarebbe Svizzera o Stati Uniti d’America. Fino a qui nessuna novità: gli Usa rappresentano da sempre il mercato d’eccellenza per tutto quello che concerne l’innovazione tecnologica. Lo stipendio medio annuale di un developer, system administrator o programmer dall’altra parte dell’Oceano Atlantico è stimato tra i 105 e 110 mila dollari. E anche i cugini svizzeri sotto questo punto di vista rappresentano ormai da tempo una realtà all’avanguardia: in media un ingegnere informatico percepisce oltralpe 83.000 dollari all’anno, dato che colloca il paese al secondo posto su scala mondiale.

Ma se questa speciale classifica non sorprende più di tanto, forse la cosa che desta più attenzione è che tipo di competenze vengono ricercate di più e di conseguenza quali skills garantiscono le migliori retribuzioni. E qui le cose cambiano, probabilmente per la conformazione di aziende che abitano il vecchio continente rispetto agli State. Come rivelano le ricerche elaborate da Daxx, negli Stati Uniti le skills che fanno la differenza sono legate principalmente al mondo mobile: sviluppatori di software per Android o Ios superano facilmente la media di retribuzione nazionale, arrivando a percepire salari vicino ai 120 mila dollari. Come linguaggio di programmazione puro è invece Python a spuntarla a su C++ e Java Script. Differente è invece il discorso per la Svizzera, dove a guidare la speciale classifica salari/competenze è ancora l’ingegnere capace di programmare in Java e C#.

Norvegia, Danimarca, Svezia: l’Europa che investe in Ict

Detto della predominanza di Stati Uniti e Svizzera, quali sono i paesi su scala mondiale che incalzano e investono di più nel mercato delle risorse Ict? Una coppia tutta europea, composta da Norvegia (72 mila dollari di Ral medio annuale) e Danimarca (70 mila dollari). Subito dietro si collocano Israele e Australia. A livello di skills che fanno la differenza, emerge come dato l’assoluta predominanza di Python come software di programmazione, fatta eccezione per Danimarca e Israele dove il C++, C# conservano i primi posti d’utilizzo. In tutte queste classifiche, come gli occhi più attenti avranno notato, l’Italia non compare.

Ict e salari: la situazione italiana

Nonostante il confronto con tante realtà europee faccia impallidire, il settore Ict si sta trasformando e continua a crescere anche nel nostro paese. Big data analyst e Mobile developer risultano essere le posizioni più richieste e pagate mentre al contrario, i profili professionali a scarso valore aggiunto risultano più difficilmente collocabili. Fra quest’ultimi si collocano gli Help desk specialist, i developer specializzati in tecnologie ormai superate –
come ad esempio Cobol, As400 e Mainframe – e i webmaster. La Hays salary guide, ricerca condotta dall’azienda medesima sui trend del mercato del lavoro italiano, ha fornito un confronto tra stipendi medi per professione, esperienza e città, evidenziando il gap che ancora caratterizza il nostro paese per quanto riguarda gli anni di pratica maturati nei vari ruoli. Le città che garantiscono gli stipendi migliori rimangono Milano e Roma, seguite da Torino e Milano.

fonte

Retribuzioni Ict: e il Veneto?

Come emerge dai dati dell’Osservatorio Digitale 2018, il Nord Est rimane il secondo polmone digitale del paese, sia in termini di skill-rate (incalzati però dal centro Italia) sia di offerte di lavoro per il settore. I problemi però permangono, soprattutto nella spinta a innovare da parte di tante imprese, dato che di conseguenza si riflette anche nelle retribuzioni elargite ai professionisti del settore. Un altro dato positivo è quello riguardante la crescita delle immatricolazioni in Area Ict, al +6% nel 2018 e con stime che si attestano sul +10% per i prossimi due anni.

Ict e salari: trend del futuro

Poiché il fabbisogno di competenze tecniche continua a crescere e l’offerta di talenti informatici rimane inferiore alla domanda, i lavoratori Ict continueranno a negoziare salari più elevati in tutto il mondo. Per le aziende, italiane o europee, sarà più complicato trovare il giusto professionista e, dopo qualche anno, trattenerlo. Le soluzioni più immediate rimangono quelle di investire massivamente sulla formazione e trovare nuovi strumenti di recruiting per intercettare i giusti profili. Tra le aziende italiane rimane infatti il problema di intercettare gli ingegneri e i programmatori sui giusti canali di selezione. Ma anche in questo campo, finalmente, qualcosa si muove. Nuovi servizi digitali, come ad esempio quello fornito da Reallyzation, stanno trasformando il mondo del recruiting, semplificando il processo di selezione e mettendo al centro il talento dei candidati. Sperando che il gap salariale tra noi e gli altri paesi europei venga, prima o poi, colmato. Il rischio più grande è quello di rimanere senza ingegneri e sviluppatori. E di conseguenza, guardare l’innovazione da spettatori invece che da protagonisti.



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