Decreto Fiscale 2019: confermato lo stralcio dei debiti sotto i mille euro

Pubblicato il 5 Marzo 2019 in Fisco e consumi

 

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Lo stralcio dei debiti sotto i mille euro, dopo esser stato confermato nel decreto contenente la pace fiscale durante il passaggio al Senato, è ufficialmente partito. Come riportato anche nel Blog del software per commercialisti iContenzioso, i contribuenti che hanno beneficiato dell’annullamento delle mini cartelle sono 13 milioni per un’operazione totale da circa 32 miliardi di euro. Ai cittadini non è stato richiesto di effettuare alcuna operazione, infatti il processo attraverso cui il Fisco eliminerà i debiti oggetto di stralcio è stato ratificato d’ufficio.

Stralcio del debito: cos’è e come funziona

Lo stralcio dei debiti sotto ai mille euro è parte integrante della manovra finanziaria prevista dal Decreto Fiscale 2019. Si tratta della novità più importante che va ad aggiungersi ad altre misure molto interessanti come la Rottamazione ter e la definizione dei procedimenti di accertamento e constatazione.

L’agenzia delle Entrate ha sancito le istruzioni e le linee guida in base alle quali è stato convalidato il condono delle cartelle. Le mini cartelle più vecchie, ossia quelle che erano state consegnate tra il 2000 e il 2010 agli agenti della riscossione, usufruiscono dello stralcio dei debiti per singola imposta connessi a sanzioni, capitale e interessi per tarda iscrizione al ruolo.

Come accennato, la cancellazione del debito da parte dello Stato è automatica. Gli agenti preposti alla riscossione elimineranno qualsiasi debito relativo alle suddette cartelle esattoriali. Da evidenziare il fatto che le somme versate prima dell’entrata in vigore del Decreto non saranno restituite ai contribuenti.

Infine, sono state escluse dal condono sanzioni, multe o ammende pecuniarie da versare a seguito di sentenze penali e multe/ammende provenienti da sanzioni pronunciate dalla Corte dei Conti.

Perché il Fisco ha scelto di rinunciare a 32 miliardi di euro?

In molti si sono posti questa domanda. La risposta è molto chiara: oltre quattro miliardi di euro provenienti dalle mini cartelle annullate sono connesse ad imprese non più attive o a soggetti deceduti. Altri tre miliardi, poi, sono debiti a carico di cittadini nullatenenti o soggetti non registrati all’anagrafe tributaria. Infine, sono da segnalare i contribuenti con debiti sospesi per contenziosi in atto o provvedimenti amministrativi.

La misura è quindi diretta a stralciare cartelle esattoriali e debiti non concretamente esigibili e per i quali lo Stato ha già sostenuto costi burocratici ingenti senza ottenere risultati. Ecco spiegato il motivo della scelta da parte del Governo Conte.



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