Distretti, l’export Veneto cresce col freno a mano. E parla tedesco e cinese

Pubblicato il 30 Gennaio 2019 in Pmi e Imprese, Veneto

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Il Nord Est dei distretti parla sempre più tedesco e cinese. È verso questi due mercati infatti che si registra la maggiore crescita delle esportazioni nei primi nove mesi del 2018, come riportato dal Monitor dei distretti industriali del Triveneto, curato dalla direzione studi e ricerche Intesa Sanpaolo.

Sono stati ancora i distretti triveneti della filiera metalmeccanica (+5,7% pari a +373 milioni di euro) a trainare l’espansione nei primi 9 mesi del 2018, grazie al buon inserimento nelle catene produttive tedesche (+9,6% pari a +88 milioni; in Germania mercato con il maggiore incremento) e alle opportunità del mercato cinese (+18% pari a +68 milioni).

Nel terzo trimestre del 2018 i distretti del Triveneto hanno raggiunto il livello di 8,2 miliardi di euro di esportazioni. C’è un lieve incremento (+0,9%) rispetto all’anno precedente ma rispetto ai primi sei mesi dell’anno si registra un rallentamento della crescita.

Tra le tre regioni che formano la macro area nordestina, è il Veneto a detenere l’incremento più consistente in valore delle esportazioni (+277 milioni di euro sull’anno precedente) anche se la variazione percentualmente è modesta (+1,5% contro il +2 del valore medio distrettuale nazionale) ed è influenzata dal calo delle esportazioni di 10 dei suoi 25 distretti.

«Le esportazioni dei distretti triveneti nei primi nove mesi dello scorso anno sono cresciute dell’1,6%, raggiungendo i 25 miliardi di euro esportati, pari al 31% del totale nazionale distrettuale – commenta il direttore regionale di Intesa Sanpaolo Renzo Simonato -. Il Triveneto conferma quindi la propria vocazione all’esportazione, sostenuta anche grazie alle molte eccellenze distrettuali. Anche nel 2019 Intesa Sanpaolo continuerà dunque a garantire il proprio sostegno alle aziende che vogliono crescere all’estero, oltre a promuovere investimenti in capitale umano, operazioni di finanza straordinaria e innovazione, con un’attenzione particolare alla filiera. A tale proposito nel triveneto hanno già aderito circa 90 aziende capofila con complessivi 10.600 dipendenti e circa 1.000 imprese fornitrici per un giro d’affari globale di 6,4 miliardi di euro».

Chi sale: biomedicale e termomeccanica

I poli tecnologici del Triveneto nei primi 9 mesi del 2018 sono cresciuti al ritmo di +9,6%. Spicca su tutti il Biomedicale di Padova con tassi di crescita a doppia cifra (+13,5%) nei primi 9 mesi e in netta accelerazione nel terzo trimestre 2018 (+ 22,7%).

Tra i migliori distretti veneti, la Termomeccanica scaligera apre la classifica per incremento in valore delle esportazioni nei primi 9 mesi (+81,5 milioni di euro pari a +7,5%), seguita dalla Meccanica strumentale di Vicenza (+61 milioni di euro pari a +3,6%): entrambi i distretti sono cresciuti sia in Germania sia in mercati emergenti lontani come la Cina (Termomeccanica scaligera) e il Messico (Meccanica Strumentale di Vicenza).

Una crescita sostenuta si è osservata anche per le Materie plastiche di Treviso, Vicenza, Padova (+ 59,1 milioni di euro pari a +5,3%), per il Mobile di Livenza e Quartiere del Piave (per la parte della provincia di Treviso) (+56, 9 milioni di euro pari a +4,5%), per la Termomeccanica di Padova (+56 milioni di euro pari a +7,1%), per le Calzature del Brenta (+ 54,4 milioni di euro pari a +8,8%) e per il Prosecco di Valdobbiadene (52,4 milioni di euro pari a +10,9%), secondo miglior distretto agroalimentare a livello nazionale.

Altri 8 distretti veneti hanno segnato un incremento delle esportazioni: i Prodotti in vetro di Venezia e Padova, il Grafico veronese, la Calzatura veronese, la Calzatura sportiva di Montebelluna, i Dolci e pasta veronesi, i Mobili in stile di Bovolone, il Tessile e abbigliamento di Schio-Thiene-Valdagno, gli Elettrodomestici di Treviso.

Chi scende: occhiali, oro e concia

Spiccano invece per i cali tendenziali tre importanti distretti del Sistema Moda veneto: l’Occhialeria di Belluno (-3,5% pari a -74,2 milioni di euro), che risente del ridimensionamento delle vendite negli Stati Uniti, in Cina e in Germania; l’Oreficeria di Vicenza, è stato il distretto orafo italiano con la diminuzione più pronunciata dei valori esportati nei primi 9 mesi del 2018 (‑4,8% pari a – 47,9 milioni di euro); la Concia di Arzignano (-1,7% pari a -29,8 milioni di euro). Da segnalare infine la variazione negativa a doppia cifra (-13,8%) del Marmo e granito di Valpolicella e quelle dei restanti distretti veneti: i Sistemi per l’illuminazione di Treviso e Venezia, le Carni di Verona, l’Ittico del Polesine e del Veneziano, i Vini del veronese, il Mobile del bassanese, il Tessile e abbigliamento di Treviso.



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