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Smog alle stelle, torna il rischio del blocco al traffico in Veneto

Pubblicato il 20 Dicembre 2018 in Veneto

immatricolazioni auto  

Come una spada di Damocle. Sulle teste degli automobilisti veneti pende la minaccia di una nuova Allerta Arancio: in tutte le province del Veneto tranne Belluno, infatti, le centraline dell’Arpav che misurano i livelli di Pm10 hanno registrato almeno quattro giorni di sforamento consecutivi, limite oltre il quale scatta l’inasprimento delle restrizioni al traffico disposte dall’accordo anti-smog del Bacino padano.
La decisione è legata anche a eventuali precipitazioni dell’ultim’ora e verrà presa nella giornata di giovedì 20 dicembre, ma tutto fa pensare che l’ultimo weekend prenatalizio vedrà estendere di nuovo il blocco alla circolazione.

Previsioni sopra la media anche mercoledì 19

Stando ai dati registrati da sabato 15 a martedì 18, la concentrazione di Pm10 è risultata sempre superiore a 50 microgrammi per metro cubo nelle centraline di Padova (Arcella, viale Internato Ignoto e via Carli), Venezia (via Beccaria), Rovigo, Treviso (strada Sant’Agnese), Verona (Borgo Milano) e Vicenza (Quartiere Italia). Inoltre le mappe di previsione relative alla giornata di mercoledì 19 riportano ancora valori sopra la media in tutte le province tranne Belluno e Venezia.
Se e dove scatterà l’Allerta Arancio, i comuni che applicano l’accordo anti-smog dovranno fermare i mezzi a benzina Euro 0 ed Euro 1 e i mezzi a diesel fino all’Euro 4 (fino all’Euro 3 per i veicoli commerciali) dalle 8.30 alle 18.30 fino a lunedì 24, pena una multa da 114 euro. Poi l’Arpav emetterà il nuovo bollettino. Legambiente: smog emergenza in tutto il Veneto, i blocchi non sono sufficienti
„«Da quando Rovigo ha ritirato l’ordinanza antismog sta producendo prestazioni peggiori di centri metropolitani come Padova e Venezia – commenta Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto -. Un’ulteriore dimostrazione di quanto il Sindaco Bergamin, incosciente tanto delle sue responsabilità quanto delle gravi ripercussioni sanitarie per i suoi concittadini, abbia assunto un atteggiamento inadeguato alla carica che ricopre. Ci domandiamo cosa stia facendo il sindaco per tutelare la salute dei rodigini visto che il limite stabilito dalla normativa vigente è stato superato ben due settimane fa e ad oggi nessun provvedimento è stato ancora preso: è colpa della Regione che non fa nulla e non coordina i Comuni?  Se è così – conclude Lazzaro – Bergamin lo dica pubblicamente, chiaro e forte».“

Alessandro Macciò



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