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Padova, rogito per il nuovo ospedale: terreni alla Regione

Pubblicato il 22 novembre 2018 in Padova, Regione

 

È stato firmato il 22 novembre l’atto notarile che attesta il trasferimento, concesso dal Comune di Padova alla Regione a titolo gratuito, dei terreni su cui sorgerà il futuro Policlinico universitario. «Con questa firma la partita è chiusa – ha affermato il presidente della Regione Luca Zaia – . E’ un giorno storico, da festeggiare, per la sanità padovana, veneta, nazionale e internazionale, perché il target del nuovo Policlinico Universitario che nascerà a Padova travalica i confini regionali e nazionali». Queste le parole con cui il presidente della Regione ha suggellato l’accordo, che prevede la cessione gratuita di 51 ettari di terreno.

Il rogito – la cui firma è avvenuta alla presenza, tra gli altri, dell’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto, degli assessori al Sociale Manuela Lanzarin, all’Economia Roberto Marcato, all’Agricoltura Giuseppe Pan, del presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale Fabrizio Boron – è l’aspetto cardine dell’Accordo siglato tra Zaia e il sindaco di Padova Giordani il 21 dicembre 2017. Rappresenta infatti la svolta attraverso cui potranno partire di fatto le procedure per la realizzazione della struttura, che occuperà una superficie di 40 ettari, ai quali vanno aggiunti 11 ettari dedicati alle dotazioni infrastrutturali, viarie e ai parcheggi. Il trasferimento, avvenuto a titolo gratuito, è stato quantificato nell’atto notarile redatto dal notaio Marco Silva di Rubano (PD) in circa 9.7 milioni di euro.

Zaia ha sottolineato positivamente il coordinamento con Giordani «nell’interesse di tutti i padovani, i veneti e gli italiani» e la «caratura nazionale e internazionale di un’opera per la quale abbiamo già in cassa 250 milioni, ma ci attendiamo una partecipazione finanziaria vasta e articolata per mettere assieme altri 500 milioni. Ci siamo mossi con il Governo perché si attivi il fondo ex articolo 20 per l’edilizia sanitaria che da un po’ di tempo non coinvolge il Veneto, con l’Inail, che ha tra i suoi compiti istituzionali anche finanziamenti di questo tipo, con la Banca Europea degli Investimenti. Naturalmente, anche la Regione farà la sua parte – ha precisato – ma non vedo sinceramente chi e perché si possa tirare indietro per una realizzazione pubblica di questa levatura».



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