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Epilessia, la prevenzione sui cartoni Lattebusche. In Veneto 40 mila casi

Pubblicato il 28 novembre 2018 in Fisco e consumi, Pmi e Imprese, Veneto

 

Oltre 40mila persone in Veneto soffrono di epilessia e, nonostante questa patologia sia conosciuta fin dal tempo degli Assiri, è ancora necessario sensibilizzare, lavorare sullo stigma ed educare ad affrontare una crisi epilettica. Questo il motivo per cui Aice (Associazione italiana contro l’epilessia) e Lice (Lega italiana contro l’epilessia) hanno dato il via a una campagna di sensibilizzazione su larga scala, in collaborazione con Lattebusche, cooperativa con sede a Busche (Belluno) che opera da 60 anni nel settore lattiero caseario.

Il progetto di collaborazione prevede che da dicembre a maggio, nei punti vendita «Bar Bianco» gestiti da Lattebusche – quello storico di Busche aperto nel 1969, ma anche tutti gli altri sparsi per la regione – siano presenti dei cartelloni e oltre 100 mila volantini pubblicitari contenenti le 8 regole da seguire in caso di crisi epilettica. In questo modo la campagna conta di raggiungere gli 1,5 milioni di persone che ogni sei mesi passano per gli spacci. Non solo, in occasione della Giornata mondiale per l’epilessia, dall’11 febbraio fino ad esaurimento scorte, 300 mila cartoni di latte Lattebusche riporteranno su un lato le stesse regole.

Con oltre mezzo milione di persone che ne soffrono in tutta Italia, l’epilessia è una patologia molto comune. «L’epilessia è una malattia attorno alla quale c’è ancora molta diffidenza e paura – afferma Sergio Giordani, sindaco di Padova, il cui municipio ha ospitato la presentazione della campagna  -. Un atteggiamento del tutto ingiustificato ma che si ripercuote negativamente sulle persone colpite da questa patologia. Questa campagna di sensibilizzazione è innanzitutto un segnale di civiltà, perché vuole cancellare lo stigma sociale che accompagna la malattia dandone una corretta conoscenza, ed è anche un importante strumento di informazione per chi si trova a fianco di un malato nel momento di una crisi».

«Lattebusche persegue i veri valori della cooperazione e li ha fatti propri come capisaldi – dichiara il direttore generale della cooperativa del latte, Antonio Bortoli -. Al centro del nostro progetto c’è la sicurezza del consumatore, garantita da oltre 500 mila controlli all’anno e dall’utilizzo esclusivo di materia prima proveniente dalle aziende agricole dei nostri soci allevatori. Ne consegue l’importantissimo sostegno dato alla filiera agricola locale e l’impegno per la sostenibilità, che deve essere ovviamente economica, ma che per noi riguarda in modo pregnante e fondamentale il rapporto con il territorio. Una sostenibilità basata sulla crescita nel pieno rispetto dell’ambiente e su di un’etica di approccio al territorio rivolta anche al sociale. Per questo motivo, da sempre, cerchiamo di intraprendere iniziative che diano valore al territorio e che siano utili anche alle persone che ci vivono. Riteniamo pertanto la collaborazione con Aice e Lice particolarmente meritoria e per questo motivo abbiamo voluto supportarla».

Le otto regole in caso di crisi di epilessia

La crisi epilettica rappresenta la prima causa di chiamata al 118 da parte delle scuole – come afferma Stefano Bellon, presidente di Aice Veneto – ma quattro casi su cinque si risolvono in autonomia o con la somministrazione di un farmaco. Ecco l’ABC in caso di attacco epilettico.

In primo luogo, la persona colpita dalla crisi non va immobilizzata, ma girata su un fianco. Vanno poi tolti gli occhiali e allentati gli indumenti stretti che possono causare costrizione. Si deve poi categoricamente evitare di inserire nella bocca qualsiasi cosa, al fine di evitare problemi al paziente e a se stessi in caso di chiusura rigida. È inoltre essenziale evitare confusione: meno persone attorno meglio è. Infine, solo a crisi conclusa, si può offrire aiuto.



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