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Una studentessa padovana tra i vincitori del Vertical Innovation Hackathon con il bivacco smart

Pubblicato il 23 novembre 2018 in Innovazione, Padova

 

Si chiama «Smart Bivouac» il progetto vincitore del Vertical Innovation Hackathon, la maratona di idee che il 16 e 17 novembre ha visto oltre cento giovani confrontarsi a NOI Techpark, il parco scientifico tecnologico di Bolzano. A idearlo sono tre studenti dell’Università di Trento: la padovana Carlotta Tagliaro, Francesco Ballerin e Alberto Bombardelli. Ora voleranno nella Silicon Valley, dove potranno presentare il proprio progetto davanti agli esperti d’innovazione di San Francisco. Inoltre si sono aggiudicati un premio dal valore di 15mila euro messo in palio dalla Stiftung Südtiroler Sparkasse, fondazione Cassa di Risparmio.

I tre hanno creato un portale web pensato per poter facilitare la vita ai frequentatori dei bivacchi in Alto Adige. L’idea è quella di renderli più «smart» fornendoli di sensori per monitorare le condizioni esterne ed interne a distanza, oltre alla possibilità di prenotarli e accedervi usando il codice ottenuto durante la registrazione. Un chiaro esempio di innovazione applicato alla crescita del turismo sul suolo altoatesino: «Sono state 24 ore davvero dure – ha detto Tagliaro – perché il prototipo che abbiamo presentato siamo riusciti ad ultimarlo solo nei minuti finali. L’esperienza è stata incredibile ed è difficile rendersi conto del premio che abbiamo vinto».

Bolzano ha ospitato inoltre la conferenza sul free softare SFScon, nella giornata di venerdì. Sul palco si sono alternati 40 speaker: ricercatori, sviluppatori e ospiti d’eccezione come Josh Simmons, di Google Usa, che ha incentrato il suo discorso sul tema del community building, Wolfgang Burtscher, direttore generale aggiunto del dipartimento Ricerca e Innovazione della Commissione Europea e Martin Englund del Palo Alto Networks.  Presenti anche tre rappresentanti di organizzazioni internazionali di free software, che hanno mostrato i positivi effetti economici dell’uso di software liberi. Molly de Blanc e Patrick Masson hanno illustrato il punto di vista statunitense sul tema, mentre Matthias Kirschner ha parlato dell’impatto economico dei free software sul mercato europeo. Come ogni anno è stato consegnato anche il Free Software Award: per il 2018 è andato nelle mani di Paolo Dongilli, da due anni coordinatore del progetto FUSS, che dà la possibilità a studenti e insegnanti di usare a casa gli stessi «strumenti informatici» che utilizzano a scuola, del tutto gratuitamente.



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