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Pedemontana, ancora critiche dalla Corte dei Conti. Replica della Regione

Pubblicato il 8 ottobre 2018 in Infrastrutture, Regione, Treviso, Vicenza

pedemontana veneta  

Ancora critiche alla convenzione pubblico-privato per la costruzione della superstrada Pedemontana veneta da parte della Corte dei Conti, che torna a chiedere alla Regione Veneto di spiegare alcuni punti de contratto di concessione fra l’ente regionale e il gruppo Sis concessionario dell’opera. Già lo scorso aprile la magistratura contabile aveva segnalato in una relazione «numerose criticità» a riguardo. Oggi 8 ottobre, come scrive Marco Milioni su VicenzaToday, una nuova relazione datata 5 ottobre e firmata dal magistrato delegato Antonio Mezzera, è arrivata a Venezia.

I punti sollevati dalla Corte dei Conti

Al cuore delle critiche c’è sempre la tesi della Corte dei Conti secondo cui «dal terzo atto aggiuntivo alla convenzione», cioè il contratto siglato fra Regione e Sis nel 2017 per risolvere la semi-paralisi dei cantieri dovuta a criticità finanziarie, «risulta evidente – scrive Mezzera – la traslazione del rischio di mercato sul concedente». Le richieste di spiegazione sono quattro: sulle «modifiche del rapporto concessorio» che «appaiono problematiche in relazione alle regole europee sulla concorrenza» e sul contenzioso pendente da parte degli altri interessati all’affidamento dell’opera; sulle iniziative della Regione nei confronti di chi in precedenza ha firmato le convenzioni che sarebbero state ancora meno favorevoli per il pubblico; le opere di viabilità connesse all’asse principale e la loro realizzabilità finanziaria; l’attività di controllo sui lavori in corso, e in particolare verifiche su beni ambientali e culturali.

La replica della Regione

La Regione risponde punto su punto in una nota. Sul contenzioso pendente «esiste un unico ricorso attualmente pendente avanti al Tar Veneto, proposto da Salini-Impregilo (ossia l’originario promotore dell’intervento, poi aggiudicato al concessionario in carica), che deduce l’illegittimità del terzo atto convenzionale. Non è stata chiesta alcuna tutela cautelare e al momento non risulta neppure fissata l’udienza di discussione del merito». Sulle iniziative intraprese nei confronti dei responsabili del precedente assetto convenzionale, scrivono gli uffici regionali, «la Regione ha provveduto a porre in atto tutte le azioni che ha ritenuto necessarie in merito».

Rispetto alla realizzabilità di alcune strutture viarie funzionalmente connesse con Pedemontana, la replica è che «nel progetto sono state ricomprese tutte le opere complementari che si sono ritenute necessarie alla messa in esercizio della nuova infrastruttura» mentre le ulteriori nuove richieste dei sindaci non sono state «mai supportate e giustificate da studi dei flussi di traffico e stime che possano far presupporre l’insufficienza della situazione approvata».

Sui controlli in corso, infine, l’ente regionale afferma che le azioni consistono in una relazione trimestrale al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, nel coinvolgimento del ministero dell’Ambiente nelle «verifiche di attuazione, sia di fase 1 qualora necessarie su progetti esecutivi di variante o di adeguamento a prescrizioni impartite nell’approvazione, sia di fase 2, cioè sull’eseguito». Infine, spiega la Regione, il ministero dei Beni e delle attività culturali viene invitato alle conferenze di servizi per l’approvazione di eventuali varianti non sostanziali o sulla risoluzione delle interferenze, quando le opere riguardano aree o beni sottoposti a vincolo paesaggistico o culturale.

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