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SpaceApps Challenge, in 200 all’hackathon della Nasa

Pubblicato il 22 ottobre 2018 in Innovazione, Vicenza

 

Quasi 200 i giovani, suddivisi in 26 squadre, che hanno dedicato 48 ore del loro weekend alla seconda edizione di SpaceApps Challenge, la più grande sfida di idee a livello mondiale promossa e ideata dalla Nasa – l’agenzia spaziale americana – che si è tenuta a Vicenza il 20-21 ottobre. L’edizione di quest’anno ha visto l’ambiente e i cambiamenti climatici protagonisti ed è stata suddivisa nelle categorie: «Can you build a…»; «Help others discover the Earth»; «Volcanoes, icebergs and asteroids. Oh my…»; «What the world needs now is …»; «An icy glare»; e infine «A universe of beauty and wonder».

L’hackathon della Nasa

A livello operativo tutto l’evento è stato reso possibile grazie a una connettività a banda ultralarga FTTB da 1 Gigabit/s, con ulteriore appoggio wireless di backup punto da 30 Megabit/s con accessi diretti alla rete e ben 10 hotspot. A giudicare i progetti, tutti presentati rigorosamente in inglese, delle figure di primo piano del mondo della scienza: il primo astronauta italiano Franco Malerba, Giorgio Magistrati dell’Agenzia Spaziale Europea, Valentina Sumini del MIT di Boston, il professore del Pratt Institute di New York Charles Rubenstein e il direttore generale di Confartigianato Vicenza Pietro Francesco De Lotto.

Il primo premio è stato assegnato alla squadra Redwares – composta dagli studenti vicentini Alex Zecchinato, Tommaso Zocche, Giovanni Manzi, Daniel Jader Pellattiero, Matteo Zigante dell’ITS Rossi e Pietro Milan del Liceo Quadri – presentatasi con il progetto di un sistema da installare all’esterno della navicella spaziale che avvisa dell’arrivo di micro meteoriti consentendo di individuare e quantificare l’entità del danno sulla stessa navicella. Secondo in classifica il Neil Marstrong Team – composto da Aleska Markovic e Miroljub Mihailovic dell’Università di Padova – che ha presentato un progetto che prevede tute per la geolocalizzazione dei robot su Marte o sulla Luna che, in caso di malfunzionamento, si orientano con le stelle. Sul terzo gradino del podio il team Yoda – composto da Lorenzo Galla del Liceo Pigafetta, Giovanni Vio, Marco Derry e Anna Beltrami del Liceo scientifico Quadri – che ha realizzato un sistema in grado di presentare un feedback immediato dell’impatto ambientale delle proprie azioni.

Premi dagli Stati Uniti

In palio, ai primi tre classificati, un premio in denaro rispettivamente di 1.300, 1.000 e 700 euro, offerto dal Consolato generale degli Stati Uniti a Milano. I primi due premiati saranno poi ammessi alla selezione globale della Nasa che individuerà i vincitori mondiali per ciascuna challenge, per i quali è prevista la possibilità di assistere ad un lancio della Nasa negli Stati Uniti. L’ultimo premio, del valore di 500 euro – messo in palio dallo sponsor tecnico dell’evento, Interplanet – ha premiato il miglior progetto volto a sfruttare le potenzialità della connessione ultraveloce in fibra ottica (o banda larga) mirato a creare nuove forme di aggregazione sociale innovativa, condivisione di conoscenze e di risorse e contaminazione creativa tra tecnologie analogiche e digitali, vale a dire il sistema del team CPUhive – composto da Giovanni Lanaro, Luca Sandri, Michele Rossi, Manuel Cremonese, Nicola Marussi e Ilaria Furlan – che consente di utilizzare computer remoti per elaborazioni scientifiche.

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