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Giovani e pensioni, come pianificare il futuro in anticipo

Pubblicato il 26 ottobre 2018 in Soldi

 

In questo periodo si sente molto parlare, tra le altre cose, di “quota 100” per andare in pensione. Nel caso la riforma delle pensioni pensata dall’attuale Governo venisse definitivamente approvata, per diverse persone sarebbe possibile andare in pensione qualche anno prima, anche se pare, dalle stime rilasciate dall’INPS, con un assegno decurtato. I giovani nati negli anni ’80 e ’90 potrebbero invece avere qualche problema in termini pensionistici. In genere essi trovano una posizione lavorativa in età mediamente più avanzata delle generazioni precedenti, con progressioni di carriera e di salari precari e traballanti in molti casi.

Questo avrà certamente ripercussioni sulla loro posizione previdenziale, in quanto il montante contributivo individuale dipende interamente dall’ammontare dei contributi versati. Tanto più tardi si inizia a versare, tanto più difficile sarà raggiungere cifre tali da assicurare pensioni decenti.

Secondo i conti 2018 della Ragioneria Generale dello Stato, nel 2040 con 40 anni di contributi versati si percepirà un assegno previdenziale del 64,7%, cioè a fronte di un ultimo stipendio di 1.500 euro la pensione sarà di 970 euro. Con 30 anni di contributi la percentuale scende al 48%, si passa cioè dal vivere con 1.500 euro al dover vivere con 720 euro. Un aiuto al miglioramento delle prospettive a lungo termine dei nostri giovani arriva dalla matematica finanziaria unita all’investimento nel mercato azionario.

L’Interesse Composto è il processo per il quale il denaro cresce negli anni. Immaginate di investire 1.000 euro e di guadagnare il 6% all’anno. Al termine del primo anno vi ritroverete 1.060 euro. Il 6% del secondo anno, essendo calcolato anche sui 60 euro di incremento, porterà il vostro capitale a 1.124 euro. Seguendo questa progressione, troverete 1.191 euro al terzo anno, 1.338 euro dopo 5 anni, 1.791 euro dopo 10 anni, 3.207 euro dopo 20 anni, 10.286 euro dopo 40 anni.

I numeri diventano ancora più impressionanti se all’interesse composto uniamo un risparmio regolare. Se ai vostri 1.000 euro iniziali andaste ad aggiungere altri 1.000 euro all’anno di risparmio, sempre investiti al 6%, dopo 5 anni vi ritroverete con 5.975 euro, dopo 10 con 13.972 euro, dopo 20 con 38.993 euro e dopo 40 con 164.048 euro.

Ma dove trovare il 6% all’anno di rendimento oggi? Come scritto in precedenza, dal 1928 ad oggi l’indice S&P 500, il maggior indice azionario americano, ha avuto un incremento annuo del 9%. Ovviamente si tratta di un esercizio teorico che implementare nella pratica risulta molto difficile per una serie di motivi.

Innanzitutto i mercati azionari non crescono linearmente, ma sono soggetti ad un’alta volatilità che diventa spesso complicata da gestire a livello emotivo. Inoltre il miracolo dell’interesse composto funziona su tempi lunghissimi. Se osservate la progressione delle cifre, la differenza di risultati a 10, 20 o a 40 anni è enorme.

È però vero che ai nostri giovani il tempo è una ricchezza che non manca, e che magari con l’aiuto di genitori e nonni, sia in termini di educazione finanziaria e al risparmio, sia in termini materiali con piccole regalie da destinare al progetto, possono costruirsi senza grossi sacrifici un futuro finanziariamente più sereno.

La cosa certa è che prima questo progetto viene iniziato, meglio è.

Loris Rizzo

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