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Consiglio regionale sulla Marmolada: «Quassù per difendere i veneti»

Pubblicato il 24 settembre 2018 in Belluno, Economie, Regione

marmolada  

«Purtroppo oggi siamo qui a celebrare la storia di un paese in malora. Dopo 45 anni di cause e scartoffie per un presunto problema che non dovrebbe esistere, l’ufficio complicazione affari semplici ha colpito di nuovo. Ricorriamo convinti delle nostre buone ragioni contro una rideterminazione di confini da parte dell’Agenzia del Territorio che disattende anche il famoso Decreto Pertini del 1982 e il solenne Protocollo d’Intesa siglato nel 2002 tra Regione Veneto, Provincia Autonoma di Trento e i Comuni interessati». Lo ha detto il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, intervenendo in apertura dei lavori del Consiglio regionale straordinario, convocato oggi, 24 settembre, in Marmolada per difendere la parte veneta del ghiacciaio, trasferita in competenza a Trento lo scorso luglio da un atto amministrativo dell’Agenzia del Territorio.

«Nessun accordo se c’è di mezzo il business»

«È anche singolare – ha fatto notare Zaia – come questa Agenzia sia intervenuta modificando i confini mentre è ancora pendente al Tar il nostro ricorso contro la decisione presa da Canazei nel gennaio 2017 di disconoscere il Protocollo del 2002. Sia chiaro a tutti – ha incalzato il governatore – che della Marmolada non è fregato a nessuno finché non sono arrivati gli impianti e le piste, e solo dopo è cominciato il valzer di carte e scartoffie. Sono un inguaribile ottimista – ha aggiunto Zaia – e spero si possa aprire una nuova fase di dialogo con gli amici trentini, come fu nel 2002. Certo è che, se si tratta di una questione di business, un accordo non si troverà mai, se invece ragioniamo di storia e identità, lo si trova subito. La partita non è chiusa, e la mozione in discussione oggi, che mi auguro sia votata all’unanimità, non è aria fritta, ma l’avvio della difesa dei diritti dei veneti e dei bellunesi».

«Impegno per la montagne»

Non è mancato, nell’intervento del Governatore, il riferimento alle storie di eroismo vissute su questa montagna: «Oggi portiamo quassù anche, ancora una volta, il ricordo dei caduti della guerra e delle sofferenze che gli uomini in divisa patirono su questi territori impervi. In fondo, questa assurda battaglia sui confini è un oltraggio alla loro memoria». Allargando il ragionamento ai temi della montagna, Zaia ha rivendicato alla sua Giunta la massima attenzione alle necessità delle terre alte: «Alcuni sembrano non accorgersene – ha detto – ma se oggi si parla di Montagna è per il nostro impegno. Qualcuno ha mai sentito palare – si è chiesto – di mondiali di Sci a Cortina 2021? Della candidatura alle Olimpiadi 2026? Dell’elettrificazione ferroviaria? Del Treno delle Dolomiti? Nei fatti, non a parole, per noi la Montagna è sinonimo ed elemento di promozione e di identità».

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