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Grandi navi a Venezia, il ministero dei Trasporti: «Fuori dalla laguna»

Pubblicato il 30 agosto 2018 in Infrastrutture, Venezia

 

Grandi navi a Venezia, dal ministero dei Trasporti arriva una nota che detta la linea dura: «Gradualmente, si dovranno portare tutti i colossi del mare fuori dal perimetro lagunare individuato con il decreto ministeriale del 1985» è il passaggio più chiaro nella nota diramata dal dicastero il 29 agosto dopo che il ministro Danilo Toninelli, in un’intervista a La Nuova Venezia, aveva aperto all’ipotesi dell’utilizzo di un approdo a Marghera per le navi sopra le 130 mila tonnellate. Parole che avevano sollevato le critiche del movimento No Grandi Navi le cui posizioni intransigenti sono appoggiate dal Movimento 5 Stelle veneziano.

La nota del ministero sembra correggere il tiro:  «L’Unesco lo dice da tempo in modo chiaro: Venezia potrebbe diventare un sito a rischio. E le grandi navi contribuiscono in modo pesante a compromettere il delicatissimo equilibrio tra arte e natura su cui si regge la vita in laguna – vi si legge –. Ecco perché, gradualmente, si dovranno portare tutti i colossi del mare fuori dal perimetro lagunare individuato con il decreto ministeriale del 1985. Il ministro Toninelli ha insistito non a caso su un turismo che deve essere realmente sostenibile. In maniera da garantire la tutela di quello scrigno di tesori che è Venezia».

«In laguna solo navi fino a 40 mila tonnellate»

Le sole navi che potranno attraccare sono quelle fino a 40 mila tonnellate, afferma il Mit. Oggi, invece, è un algoritmo a decidere caso per caso quali imbarcazioni sopra questa stazza possano passare all’interno della laguna. «Dunque, no allo scavo di nuovi canali – scrive il ministero –, mentre sì all’attracco di navi fino a 40mila tonnellate utilizzando la stazione marittima ed eventualmente quella già pronta e mai usata di Chioggia. Peraltro, bisogna accertare se questo stesso limite sia davvero tollerabile. Senza considerare che il semplice tonnellaggio va sostituito con un parametro più raffinato che tenga conto non solo del peso, ma di altri criteri, come ad esempio la sagoma e l’altezza degli scafi».

E ancora, in chiusura: «Bisogna ascoltare le istanze di coloro che conducono da tempo una dura battaglia per allontanare le città galleggianti da Venezia. Battaglia che questo ministero vuole portare avanti senza alcun tentennamento». Intanto il presidente dell’autorità portuale di Venezia, Pino Musolino, chiede con urgenza un incontro con il ministro Toninelli per comprendere la posizione del governo sul futuro della crocieristica a Venezia.

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