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Banche venete, rimborso per 934 ex obbligazionisti

Pubblicato il 6 agosto 2018 in Credito, Treviso, Vicenza

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La vicenda dei rimborsi degli ex soci e obbligazionisti delle banche venete va avanti con i primi risultati concreti. In tutto sono in campo 350 milioni di euro: 100 del fondo statale stanziato dal governo Gentiloni per 4 anni, che non è però ancora partito; 150 prelevati dal Fondo interbancario (costituito pro quota di mercato dalle banche operanti in Italia) per rimborsare situazioni anomale; infine altri 100 milioni li ha stanziati unilateralmente Intesa Sanpaolo, che ha assorbito Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza.

L’arbitrato gestito da Anac, l’autorità anti corruzione guidata da Raffaele Cantone, ha stabilito fino ad ora il rimborso del 100% di quanto richiesto 301 ex soci delle sei banche fallite: le quattro del centro Italia, Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti, e le due del Nordest, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Il totale delle domande ricevute da Anac è pari a 1.753.

C’è poi l’altro binario degli indennizzi, il fondo stanziato dal vecchio parlamento che vale 100 milioni di euro spalmati su 4 anni. Il fondo eroga un ristoro a forfait dell’80%. Per quanto riguarda gli obbligazionisti, si è conclusa nei mesi scorsi la procedura per le quattro banche del centro Italia, con 15 mila pratiche evase per 180,85 milioni di euro. Si tratta per la maggior parte di assegni sotto i 10 mila euro di valore. Ora si passa ai casi delle due banche venete: dai dati del Fondo interbancario, che gestisce il fondo di solidarietà, emerge come le pratiche finora liquidate siano 934, per un valore totale di 4,5 milioni di euro, di cui tre quarti (679) per un valore sotto i 5 mila euro.

Intanto il nuovo governo lavora per ampliare il fondo statale. Venerdì 3 agosto un emendamento approvato in commissione parlamentare obbliga l’esecutivo a dare attuazione concreta al fondo da 100 milioni stanziato nel dicembre 2017. L’emendamento stabilisce il 31 ottobre 2018 come data ultima per attuare la legge. Nel frattempo il governo giallo-verde starebbe pensando ad allargare la dotazione del fondo, attingendo pare alle risorse dei conti correnti dormienti.

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