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Saldi estivi dal 7 luglio. Confcommercio: catene senza regole

Pubblicato il 2 luglio 2018 in Commercio, Fisco e consumi, Veneto

saldi  

Saldi estivi in Veneto, si parte il 7 luglio 2018. Ma per Confcommercio Veneto qualcuno sta facendo il furbo: «In tutto il Veneto, contravvenendo alle regole che ne fissano l’inizio al 7 luglio, i più noti brand hanno fatto scattare i saldi già un mese fa – afferma il presidente della Federazione Moda Italia di Confcommercio Veneto Giannino Gabriel -. È successo e sta succedendo nelle grandi catene e negli outlet, soprattutto su fronte del commercio elettronico, che dilaga sempre più in un mondo senza regole, anche se da tempo Federazione Moda Italia chiede a gran voce al legislatore che intervenga». Gabriel aggiunge di ritenere necessario «tassare i grandi portali di vendita, oltre a far rispettare le regole a tutte le realtà che operano nel settore del commercio».

Le previsioni: 98 euro spesi a persona per i saldi estivi in Veneto

Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, ogni famiglia spenderà in media per l’acquisto di articoli di abbigliamento e calzature in saldo poco meno di 230 euro, 98 euro a persona. Dati sostanzialmente in linea con il 2017. «Su questo dato di previsione – commenta il presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanon –, che in Veneto riteniamo sarà inferiore rispetto alla media nazionale, potrebbero però pesare gli aumenti delle bollette di luce e gas scattati ieri, che riducono il potere d’acquisto delle famiglie condizionandone le scelte. E poi c’è l’online».

Confcommercio per la web tax contro la “dittatura digitale”

Per Zanon i saldi estivi «continuano a essere appetibili per i consumatori nonostante un contesto di concorrenza globale, che potremmo definire ‘dittatura digitale’, capace di condizionare tutto, dalla filiera produttiva a quella distributiva, fino ad arrivare al negozio al dettaglio. Abbiamo chiesto l’introduzione della web tax perché i colossi del web devono stare nello stesso mercato con le stesse regole e con le stesse imposte delle nostre attività. A questo proposito, come già sollecitato dalla nostra Federazione a livello nazionale, auspichiamo che la Ue guardi a quanto deciso dalla Corte Suprema Usa che ha dato il via libera alle tasse sulle vendite on-line».

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