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Il veronese Daniele Salvagno eletto presidente di Coldiretti Veneto

Pubblicato il 25 luglio 2018 in Economie, Veneto, Venezia, Verona

Daniele Salvagno (foto Stefano Gasparato)  

Il produttore di olio veronese Daniele Salvagno è stato eletto presidente di Coldiretti Veneto e guiderà per cinque anni, fino al 2023, l’associazione regionale. Sarà affiancato da una squadra di dirigenti con un’età media di quarant’anni. A eleggere Salvagno è stata l’assemblea dell’associazione riunitasi oggi 25 luglio a Mestre, che ha sancito il passaggio di testimone dal presidente uscente Martino Cerantola, che rimarrà in carica come presidente della Coldiretti provinciale di Vicenza. L’associazione ha oltre 70 mila associati nella regione, che coltivano una superficie di 400 mila ettari, per un valore della produzione agricola pari a circa 2,5 miliardi.

I rapporti commerciali fra l’Italia e gli altri Paesi sono al centro dell’attualità, dal Made in Italy al Ceta che apre le porte al Canada fino al recente accordo Jefta tra Unione Europea e Giappone. Per Salvagno «si tratta di una serie di attacchi che indeboliscono il patrimonio agroalimentare – ha spiegato nel suo discorso di presentazione rivolto alla platea –, uno dei vanti che possiamo spendere nel mondo insieme ad uno stile di vita unico nel suo genere e irripetibile nonostante tutti i tentativi di copiarlo».

Per quanto riguarda il panorama regionale Salvagno ha elencato quelle che ritiene recenti conquiste legislative: dalla legge sul consumo del suolo, alla norma sui parchi passando per il sostegno del credito agricolo attraverso le garanzie. «Un bagaglio di idee e progettualità che accolgo con fierezza dalla passata gestione – ha sottolineato Salvagno – a cui daremo respiro con un rinnovato impegno con un nuovo gruppo in una logica di continuità».

Infine i progetti rivolti ai giovani e ai nuovi modelli di consumo: «Oltre ad intensificare la rete dei mercati coperti, incrementare intese di filiera – ha concluso Salvagno –, daremo gambe a progetti che coinvolgono consumatori e famiglie tutte, prendendo spunto dalla vitalità dei nostri giovani, i più aperti alle sfide professionali, dalla sensibilità delle imprenditrici vocate più di altri ai valori della sana alimentazione. Gli anziani avranno il loro spazio. Sono loro che ci hanno consegnato un vero e proprio tesoro che dobbiamo lasciare intatto per le future generazioni».

Foto: Daniele Salvagno (di Stefano Gasparato, via www.redoro.it)



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