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Università, Padova seconda nella classifica Censis

Pubblicato il 3 luglio 2018 in Cultura, Padova, Venezia, Verona

università di padova Bo  

L’Università di Padova si conferma sul podio dei migliori atenei statali di grandi dimensioni (categoria “mega”) censiti dalla classifica Censis 2018/19 delle università italiane. Con 86 punti, a pari merito con Firenze e Roma La Sapienza, l’università patavina resta dietro solo a quella di Bologna, che primeggia con 91,2 punti. Padova risale di una posizione: l’anno scorso era terza dietro a Bologna e Firenze, e prima di Roma La Sapienza. Soddisfatto il rettore Rosario Rizzuto: «La classifica del Censis gratifica il lavoro quotidiano di tutte le persone che contribuiscono a far grande l’Ateneo di Padova – commenta –. Rimaniamo sempre ai vertici: quest’anno siamo tornati al secondo posto generale e vorrei sottolineare il nostro primato nell’indicatore che riguarda la comunicazione e i servizi digitali, due ambiti sui quali vogliamo continuare ad insistere. Così come gli ottimi risultati che otteniamo in tutti i ranking, per quanto presi con il giusto valore da dare alle classifiche, servono sempre non come punto d’arrivo, ma come pungolo per porsi ancora obiettivi maggiori».

Iuav secondo politecnico, Verona 11esima

Fra i quattro politecnici italiani, lo IUAV di Venezia guadagna il secondo posto con 89 punti, dietro al Politecnico di Milano primo con 91,2 punti e prima di Torino e di Bari. Nella classifica dei grandi atenei l’Università di Verona si posiziona undicesima (79,8 punti) su sedici, lontana dal podio costituito da Perugia, Calabria e Parma. Nella classifica degli atenei di medie dimensioni Venezia Ca’ Foscari è tredicesima su 18, collezionando 80,8 punti, mentre prima è Siena con 99.

I criteri

Il ranking delle università italiane stilato dal Censis riassume una serie di indicatori di qualità, fra cui i servizi offerti agli studenti (come il numero di pasti garantiti per iscritto o i posti letto), la spesa per le borse di studio erogate, le strutture messe in campo dalle biblioteche ai laboratori, l’informatizzazione e i servizi digitali offerti, il grado di internazionalizzazione intesa come la capacità di attrarre studenti stranieri e la quantità di risorse messe in campo per la mobilità internazionale.

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