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Verona-Vicenza, riparte la trattativa per la fusione di Agsm e Aim

Pubblicato il 27 giugno 2018 in Fisco e consumi, Soldi, Verona, Vicenza

Federico Sboarina e Francesco Rucco  

Sull’asse Verona-Vicenza riparte la trattativa per l’aggregazione delle multiutility comunali Agsm (800 milioni di fatturato 2015) e Aim (300 milioni). Un percorso, quello per la creazione di un polo del Veneto occidentale nei settori gas, energia, rifiuti e trasporti, che a gennaio 2017 aveva visto un primo punto di approdo, un’intesa di massima poi approvata dalle rispettive giunte comunali in giugno, ma mai arrivato al traguardo del voto nei due consigli comunali. Allora i sindaci erano Flavio Tosi (centrodestra) nella città scaligera e Achille Variati (centrosinistra) in quella berica. Poi l’elezione di Federico Sboarina a Verona (Forza Italia e Lega) con la sconfitta di Tosi (sostenuto da liste civiche) avevano messo nel congelatore il dossier, in attesa di nuovi equilibri. E ora, dopo che a Vicenza il 10 giugno è stato eletto il nuovo primo cittadino di centrodestra, Francesco Rucco, la partita si riapre, grazie a una sintonia politica che vede i due primi cittadini sulla stessa lunghezza d’onda.

Primo incontro Rucco-Sboarina

Per il momento siamo ai saluti e alle strette di mano. L’incontro di ieri 26 giugno è stato soprattutto questo. Rucco è andato a Verona in «visita di cortesia» – come da comunicato stampa del Comune scaligero – ma l’incontro è stato anche l’occasione per avviare un dialogo su diversi temi. Sicurezza, cultura, ma soprattutto la ripresa delle trattative per l’aggregazione fra le due multiutility, rimaste fino ad ora escluse dalle grandi aggregazioni venete, lombarde e emiliane.

«Riparte il confronto per l’aggregazione fra le aziende Agsm e Aim – dichiara il sindaco Federico Sborina che, si è complimentato con Rucco per la recente elezione –. Il progetto era stato solo momentaneamente sospeso a gennaio, d’accordo con l’allora sindaco Variati, per evitare l’approvazione di scelte frettolose in campagna elettorale, come è avvenuto l’anno scorso a Verona». Sboarina si mostra fiducioso: «Sull’aggregazione, con il nuovo sindaco di Vicenza c’è sempre stata condivisione, anche prima della campagna elettorale. Ora, dopo un primo periodo di assestamento della nuova amministrazione vicentina, sarà possibile riprendere il lavoro di confronto. Credo che una parte importante del percorso sia stata già realizzata, ora si tratta di intervenire sull’accordo, con alcuni correttivi, per concretizzare quella che ritengo sia l’unica strada possibile da percorrere».

Il nodo del concambio

Su quali correttivi si lavorerà non è dato sapere. Ma si può intuire: il protocollo siglato nel giugno 2017 fra Tosi e Variati fissava il concambio fra le due società in 57,5% per Agsm e 42,5% per Aim, fatta salva la possibilità di acquisto di Acque Veronesi da parte del Comune di Verona che porterebbe a 57,8% la pesatura di Agsm e a 42,2% quella di Aim. Il tema dei “pesi” fra le due realtà resta il vero nodo da sciogliere. Basterà la sintonia politica fra i due sindaci a trovare la quadra?

«L’apertura ad un confronto e ad una ripresa delle trattative c’è – aggiunge il sindaco Francesco Rucco -. Dai banchi dell’opposizione prima e poi in campagna elettorale, sono sempre stato un sostenitore della fusione fra le società Aim e Agsm. In questa prima fase, a poco più di una settimana dalla mia elezione, stiamo procedendo con le prime valutazioni sullo stato economico e contabile della società Aim. Per capire cosa troviamo stiamo facendo fare una due diligence per renderci davvero conto del suo stato di salute. Dopodiché, valuteremo con il Comune di Verona, quindi con Agsm, le modalità per l’unione. Credo nelle aggregazioni venete e sono convinto dell’importanza di una riapertura di dialogo fra le due società. Con Verona abbiamo intenzione anche di collaborare per poter attivare anche a Vicenza il sistema di controllo Giano2, che permette una capillare monitoraggio del territorio».

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