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Italia Innovation Program: a Verona summer school con i prof di Stanford

Pubblicato il 18 giugno 2018 in Innovazione, Verona

Formazione  

Parte da Verona una summer school sull’innovazione che mette insieme 50 studenti selezionati da tutto il mondo, 12 docenti universitari dei migliori atenei statunitensi e personalità del mondo dell’impresa e altrettante imprese italiane. “Italia Innovation Program 2018”, curato dal veronese Italia Innovation Studio, è giunto alla quinta edizione. Dalla città scaligera, i partecipanti saranno portati in visita nei luoghi di produzione delle aziende partner. I partecipanti sono stati selezionati tra più di 650 candidature giunte da più di 60 Paesi, e provengono da università come Stanford, Harvard, Columbia, Cornell, Georgetown, UC Berkeley, UCLA, University of Pennsylvania, Parsons School of Design, Rhode Island School of Design, Sciences Po, King’s College.

«È un’occasione per coinvolgere studenti e professori dalle migliori università del mondo in una riflessione sul contributo che il nostro Paese, con una prospettiva umanistica, può dare allo sviluppo di tematiche di rilevanza internazionale» affermano Carlotta Borruto e Marco Mari, fondatori di Italia Innovation.

Fra giugno e luglio 2018 si tengono le tre sessioni, ognuna di tre settimane, con lezioni, conversazioni, visite in azienda e workshop. La settimana conclusiva di ogni programma sarà condotta da Jake Knapp, IDEO fellow e precedentemente Design Partner di Google Ventures, il fondo di investimento in startup di Google, in cui ha messo a punto la metodologia Sprint. Nella Sprint Week, invece, in cinque giorni gli studenti saranno impegnati nella realizzazione e nel test di un prototipo di prodotto o servizio che risponde alle sfide individuate nelle settimane precedenti. Tra le aziende che presentano il loro caso studio ci sono Gucci, Davines, Frescobaldi, Loison, Acqua Sant’Anna, Pasta Mancini, Levoni, Loison, Luxardo, Riva 1920. A cui si aggiungono poi le best practice di Ferrari, Ermenegildo Zegna e Salvatore Ferragamo.

Artigianato, responsabilità sociale e disruption

Sono tre i percorsi previsti. Il primo è Artisanship at Scale, dal 4 al 22 giugno, con la direzione accademica di Roy Green, già direttore della Business School della University of Technology di Sydney affiancato da Elisabeth Segran – giornalista per Fast Company, Scott Hartley – venture capitalist ed autore del libro The Fuzzy and The Techie, e John Bruce – direttore del Design Strategy program presso la Parsons School of Design di New York.

Il secondo è Responsible Success, dal 25 giugno al 13 luglio, con la direzione accademica di Robert Strand, direttore del Center for Responsible Business della UC Berkeley Haas School of Business, affiancato da Vincent Stanley – Head of Philosophy di Patagonia, Nora Gallagher – scrittrice per Patagonia e Debra Dunn – cofondatrice della Stanford d.School.

Il terzo percorso infine è Disruptive Quality, dal 25 giugno al 13 luglio, con la direzione accademica di Riccardo Illy, presidente del gruppo Illy, affiancato da Stewart Thornhill – direttore dello Zell Entrepreneurship Program all’Università del Michigan e Debra Dunn – cofondatrice della Stanford d.School.

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