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Rottamazione delle cartelle esattoriali, quasi 30mila domande in Veneto

Pubblicato il 3 maggio 2018 in Fisco e consumi, Veneto

 

Boom di richieste per la rottamazione delle cartelle esattoriali in Veneto: sono 29.902 i contribuenti che hanno fatto domanda al servizio riscossioni dell’Agenzia delle Entrate (l’ex Equitalia) per la definizione agevolata ovvero la liquidazione delle tasse arretrate senza pagare gli interessi di mora. Il dato fa riferimento al 26 aprile 2018, e c’è tempo ancora fino al 15 maggio per presentare la richiesta. In tutto in Italia sono state effettuate 455mila domande, il Veneto rappresenta quindi il 6,5% delle richieste avanzate dai cittadini. Un dato che nel 2017, nella precedente versione della definizione agevolata, era più alto in proporzione (dal Veneto arrivarono il 7,2% dei moduli) ma in assoluto più basso (le istanze presentate dai veneti sono state 24.956).

Nella “classifica” per regione, il Lazio è in testa con 77.621 domande presentate, seguito dalla Lombardia (58.645) e dalla Campania (46.922). Subito dopo si posiziona la Puglia (46.540) e a seguire Emilia Romagna (32.829), Toscana (32.018), Veneto (29.902), Piemonte/Valle d’Aosta (23.278), Calabria (19.265), Sardegna (18.890), Liguria (13.089), Marche (12.631), Abruzzo (11.584), Friuli Venezia Giulia (8.735), Umbria (8.216), Basilicata (7.183), Trentino Alto-Adige (4.514) e infine chiude la classifica il Molise con 3.626 istanze presentate.

Possono aderire i contribuenti con debiti affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 settembre 2017. La definizione agevolata non può essere nuovamente presentata per quei debiti interessati dalla precedente richiesta di “rottamazione” delle cartelle ai sensi del D.L. n.193/2016, per i quali non si sia poi provveduto al pagamento delle somme dovute entro le previste scadenze.

Possono presentare domanda anche i contribuenti che non sono stati ammessi alla precedente definizione agevolata esclusivamente perché al 24 ottobre 2016 avevano un piano di rateizzazione in essere con l’agente della riscossione e non erano in regola con i pagamenti delle rate in scadenza entro il 31 dicembre 2016.

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