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Pasta Zara strozzata dai debiti: a rischio 500 posti

Pubblicato il 10 maggio 2018 in Lavoro, Pmi e Imprese, Regione, Treviso

 

Il pastificio Pasta Zara di Riese Pio X è in crisi per i debiti per 178 milioni di euro nei confronti delle banche, di cui 73 verso le ex banche popolari venete BpVi e Veneto Banca, ora confluite nella Sga pubblica. Solo in azioni della Banca Popolare di Vicenza l’azienda aveva investito per un valore che aveva raggiunto il valore massimo di 4,9 milioni, inceneriti dopo l’azzeramento dell’istituto di credito. La crisi è esplosa quando l’azienda non è riuscita a far fronte al pagamento di un mini bond da 5 milioni emesso nel 2013 in scadenza. Sono a rischio 500 posti di lavoro negli stabilimenti di Riese, nel Trevigiano, di Rovato, in provincia di Brescia e di Muggia, in provincia di Trieste.

Il presidente Furio Bragagnolo ha presentato al Tribunale fallimentare di Treviso l’istanza per accedere al concordato preventivo in continuità. Intanto l’azienda ha convocato per il 18 maggio nella sede di Pasta Zara i vertici delle categorie alimentaristi di Cgil, Cisl e Uil, incontro più volte richiesto dalle tre sigle.

Si muove anche la Regione. Prima è stato Fabrizio Spagna, presidente della società finanziaria regionale Veneto Sviluppo, a ritagliarsi un ruolo di mediatore facendo sapere di star seguendo da vicino la vicenda. Mediazione che per il momento si concretizza nell’apertura di un canale con Sga, società che detiene i crediti deteriorati delle ex banche popolari venete, con l’obiettivo di diluire i termini di pagamento.

Oggi è arrivata una dichiarazione del presidente della Regione Luca Zaia a supporto di questa strategia. «Pasta Zara è una delle più importanti aziende venete ed italiane e va aiutata a superare questo momento di difficoltà finanziaria» afferma Zaia, che sottolinea: «Bene il confronto con i sindacati e con i lavoratori perché sono certa che, come sempre, i primi sostenitori  dell’azienda sono sempre i lavoratori. Il confronto servirà a chiarire, da parte della proprietà, il quadro che ha dovuto fronteggiare, soprattutto a causa della situazione delle banche venete. Ed è positivo che la vicenda sia seguita anche dalla finanziaria regionale Veneto Sviluppo, come ha dichiarato il suo presidente Fabrizio Spagna».

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