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Massimo Gaggi porta “Homo Premium” a Ca’ Foscari

Pubblicato il 29 maggio 2018 in Cultura, Innovazione, Lavoro, Venezia

Massimo Gaggi, via Wikipedia  

Si intitola “Homo Premium. Come la tecnologia ci divide” l’ultimo saggio di Massimo Gaggi, edito da Laterza. Gaggi, editorialista del Corriere della Sera dagli Stati Uniti, analizza come, dopo i robot che sostituiscono i lavoratori manuali,
l’intelligenza artificiale si stia diffondendo nell’area di quelli intellettuali e dei servizi, accentuando le disuguaglianze che lacerano le società sviluppate. Il libro sarà presentato e discusso a Venezia lunedì 11 giugno (ore 17.30, Aula Baratto, Ca’ Foscari Dorsoduro 3246). L’autore ne discuterà con il rettore di Ca’ Foscari Michele Bugliesi, David Cis, Chief Operating Officer Generali Italia, Francesca Coin, docente dell’Università Ca’ Foscari, e Alessandro Fossato, Founder e CEO di Interlogica. Modera il giornalista Luca Barbieri. La partecipazione è libera, si prega di confermare via email a eventi@unive.it.

L’autore

Massimo Gaggi è editorialista del Corriere della Sera negli Stati Uniti, dove segue le vicende politiche ed economiche del paese. Ha pubblicato “Dio, patria, ricchezza” (Rizzoli 2006), “La fine del ceto medio e la nascita della società low cost” (con E. Narduzzi, Einaudi 2006), “Piena disoccupazione” (con E. Narduzzi, Einaudi 2007) e “L’ultima notizia. Dalla crisi degli imperi di carta ai paradossi dell’era di vetro” (con M. Bardazzi, Rizzoli 2010). Per Laterza è autore di “La valanga. Dalla crisi americana alla recessione globale” (2009).

Il libro

Dopo i robot che sostituiscono i lavoratori manuali, ora l’intelligenza artificiale si diffonde nell’area di quelli intellettuali e dei servizi: analisti, medici, commercialisti, agenti di viaggio, giornalisti, avvocati. Verso una nuova stagione di disuguaglianze: sacche di povertà da disoccupazione o lavori precari sottopagatida un lato, una élite benestante che usa la tecnologia per vivere meglio e più a lungo dall’altro. Soggiogati dal fascino delle infinite possibilità offerte dall’universo digitale, non ci siamo resi conto di quanto iniqua, brutale e concentrata sia la nuova economia nata dalle innovazioni della Silicon Valley. I cervelli del web puntano sull’ultima tecnologia, la blockchain, per aprire una stagione democratica di Internet. In realtà se non si interviene presto, rischiamo terremoti sociali e politici.

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