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Fedex-Tnt: 40 licenziamenti in Veneto, due giorni di sciopero

Pubblicato il 30 maggio 2018 in Lavoro, Padova, Treviso, Venezia, Verona

 

Due giorni di sciopero per Fedex-Tnt. Inizia dalla mezzanotte e si protrarrà per 48 ore le sciopero indetto da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti per giovedì 31 maggio e venerdì 1 giugno contro il piano di licenziamenti ed esternalizzazioni presentato dall’azienda: «un gruppo con i bilanci in attivo che punta a tagliare i propri dipendenti e ad abbassare le condizioni di lavoro» denunciano i sindacati. In Veneto si terranno presidi davanti a tutte le sedi di Verona, Padova, Treviso, Venezia, mentre nella giornata del 31 maggio, una delegazione di lavoratori e rappresentanti di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti del Veneto sarà davanti a Palazzo Grandi Stazioni dove una delegazione incontrerà (alle 11.30) l’Unità di Crisi della Regione.

Piano Fedex-Tnt, chiusura sedi di Treviso, Padova e Verona

Il progetto della Fedex-Tnt, due aziende ancora divise, ma destinate all’integrazione visto che la Fedex ha acquisito la Tnt nel maggio 2016 per 4,4 miliardi di euro, prevede la chiusura di 24 sedi su 34, tra cui Treviso, Padova e Verona, e il taglio di 361 lavoratori di cui 40 nel Veneto. Sono previsti inoltre 115 spostamenti di sede, perlopiù verso Milano e Roma. Spostamenti che, sempre secondo i sindacati, sono nei fatti altri licenziamenti visto che è improponibile per tante lavoratrici spostarsi a centinaia di chilometri dalle famiglie. I sindacati temono anche «l’esternalizzazione massiccia di personale sul modello Tnt». Una prospettiva che definiscono «non accettabile, tanto più che in molte imprese appaltatrici non vengono rispettate le elementari regole contrattuali e si esercita il dumping sociale».

«La nostra contrarietà al piano aziendale – scrivono Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti del Veneto – oltre che per le gravissime conseguenze sociali, è motivata dalla condizione di crescita dei volumi produttivi e di fatturato delle aziende che sono tra i leader dell’e-commerce e che propongono un modello organizzativo che punta ad abbassare i diritti dei lavoratori, terziarizzare e rendere precario il lavoro, in particolare dei drivers».

A questa ipotesi i lavoratori hanno già dato una prima risposta il 17 maggio con un’adesione massiccia (100%) allo sciopero nazionale. La nuova mobilitazione va in scena anche in vista della tornata di incontri prevista da lunedì 4 a mercoledì 6 giugno e della verifica al Ministero dello sviluppo economico in calendario per giovedì 7 giugno.

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