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Bpvi, chiesto rinvio a giudizio per Zonin e 6 imputati: si decide il 14 giugno

Pubblicato il 21 maggio 2018 in Credito, Soldi, Veneto, Vicenza

Gianni Zonin  

Rinvio a giudizio per sette imputati. È questa la richiesta avanzata dai pm Luigi Salvadori e Gianni Pipeschi nell’ambito delle udienze preliminari sul crac di Bpvi: la procura di Vicenza ha chiesto il processo per l’ex presidente Gianni Zonin, gli ex vicedirettori generali Emanuele Giustini, Andrea Piazzetta e Paolo Marin, l’ex dirigente Massimiliano Pellegrini e l’ex consigliere di amministrazione Giuseppe Zigliotto, accusati a vario titolo di ostacolo alla Vigilanza, aggiotaggio e falso in prospetto; nell’elenco c’è anche l’ex dg Samuele Sorato, la cui posizione però è stata stralciata per motivi di salute e verrà discussa a settembre. Al centro dell’accusa c’è il meccanismo delle baciate, cioè i finanziamenti concessi ai clienti per acquistare azioni proprie, che avrebbero raggiunto un valore di un miliardo e non sono state registrate.

Si decide il 14 giugno

La difesa ha risposto con un’istanza di remissione, cioè con la richiesta di trasferire il processo in altra sede perché a Vicenza non ci sarebbe la sufficiente serenità per giudicare gli imputati: il giudice Roberto Venditti ha già respinto un primo tentativo in tal senso, che chiedeva il trasferimento del processo a Roma in ragione del fatto che le prime segnalazioni sulle baciate di Bpvi erano state trasmesse a Bankitalia, cioè nella Capitale. La prossima udienza si svolgerà sabato 26 maggio. Poi, dopo due settimane di pausa, le ultime due udienze il 14 e il 16 giugno, quando Venditti deciderà se accogliere o respingere la richiesta di rinvio a giudizio.

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