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Asili nido, Consulta boccia il Veneto. L’ira di Zaia: «Profondamente ingiusto»

Pubblicato il 25 maggio 2018 in Regione

asili nido  

Nessuna precedenza, nessun criterio prioritario. L’accesso agli asili nido è uguale per tutti. Questo il monito espresso dalla sentenza della Corte Costituzionale con cui si rigetta la norma voluta dalla Regione Veneto, per cui la residenza protratta per 15 anni è titolo di precedenza per l’accesso agli asili nido. Una legge incostituzionale che viene dunque bocciata dalla Consulta, secondo la quale la norma contrasta col principio di uguaglianza, poiché introduce un criterio irragionevole per l’attribuzione del beneficio, e con la funzione educativa e socio-assistenziale. Immediata la reazione del governatore del Veneto Luca Zaia: «Prendiamo atto con rispetto della sentenza della Consulta, però nella nostra legge non vedo nulla di oltraggioso, ma contenuti di buon senso. Mi dispiace che, troppo spesso quando si fa qualcosa per la gente che risiede nei territori scatti, quasi in automatico un’ingiusta accusa di razzismo, perché così non è».

Asili nido, Zaia: «Ghettizzazione al contrario»

A sostegno della sua tesi, il Governatore porta un esempio:«Mettiamo – dice – che ci si trovi in una situazione di posti in esaurimento in un asilo, una sorta di overbooking. A parità di reddito Isee, e quindi di fronte a una uguale situazione di difficoltà – si chiede – cosa è più equo fare? Scegliere un residente da anni o uno appena arrivato?”. “Secondo la Consulta – aggiunge il Presidente della Regione – la nostra legge contrasterebbe con il principio di uguaglianza. Ma allora pongo una questione: la residenza è un elemento concreto, e a nostro parere equo, per poter fare una scelta giusta, anche per tutti gli immigrati regolari, esclusivamente se non c’è posto per tutti. Ci troviamo in una regione dove, oltre ai veneti, sono ospitati e perfettamente integrati oltre 500 mila immigrati e oramai abbiamo a che fare con i figli dei figli di coloro che sono arrivati negli anni. Cittadini a tutti gli effetti, nuovi veneti, che si sono sforzati di integrarsi sul territorio, hanno investito risorse umane ed economiche, pagano le tasse. I diritti di queste migliaia e migliaia di persone, al pari di tutti i veneti, non sono un problema? Non devono essere una priorità?”. «Ne prendo atto – conclude il Governatore – ma siamo di fronte a una ghettizzazione al contrario, dove l’ultimo arrivato può superare la fila senza colpo ferire. Ipotesi che non esito a definire come profondamente ingiusta».

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