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Nasce a Treviso ChewinGreen, gomma da masticare 100% naturale

Pubblicato il 13 marzo 2018 in Innovazione, Treviso

ChewinGreen  

Le consumiamo ogni giorno, invogliati dal gusto fresco e dalle pubblicità che promettono sorrisi splendenti. In realtà le gomme da masticare non sono così sane come si potrebbe pensare. Giorgio Zanatta, quarantenne trevigiano, ha deciso di vederci chiaro e dopo aver svolto qualche ricerca ha scoperto che le chewing gum contengono sostanze che le rendono sì gustose e colorate, ma non tutelano né la salute del consumatore né l’ambiente. Così nel 2013 Zanatta e la moglie Elena hanno attrezzato la cucina di casa a piccola officina di sperimentazione in cui individuare i migliori ingredienti e le ricette più efficaci per creare un nuova linea di prodotti. Il risultato sono state le prime gomme da masticare naturali e prodotte artigianalmente in Italia: ChewinGreen.

La gomma base di ChewinGreen deriva dal lattice estratto dall’albero Manilkara Zapota (sapodilla), che cresce nella foresta pluviale El Gran Petén nel Centro America, la seconda del continente per estensione dopo l’Amazzonia. Dagli alberi di sapodilla si ricava quella che i produttori locali chiamano “Chicle”, da cui i nomi con cui vengono indicate le gomme da masticare anche in Italia: ciunga in Veneto, cicles a Bologna e in Piemonte, gingun in Alto Adige, e cingomma, ciringumma, cilingumme, scingomma e cicca.

«Ho vissuto per più di trent’anni nella piccola azienda agricola di mio nonno, situata nelle campagne trevigiane – racconta Zanatta – e proprio lì ho imparato a credere fermamente nell’importanza della tutela della salute e del rispetto dell’ambiente. Questi valori hanno ispirato la mia formazione, portandomi a diventare Perito Agrario e poi Ambientologo». Non è strano quindi che i prodotti ChewinGreen siano certificati secondo lo standard VEGANOK che opera secondo quanto previsto dalla normativa Europea UNI EN ISO 14021.

Aromi italiani per ChewinGreen

Per dolcificare il prodotto viene usato solo xilitolo finlandese estratto dalla polpa di betulla e faggio provenienti da foreste gestite in modo sostenibile. «Attraverso un approccio basato sulla LCA (analisi del ciclo di vita) – spiega Giorgio Zanatta – è stato dimostrato che lo xilitolo convenzionale estratto dal mais produce impatti ambientali tra l’84 e il 99% maggiori rispetto al nostro xilitolo». Lo xilitolo è ipocalorico: ha un potere dolcificante simile allo zucchero, ma con il 40% in meno di calorie.

Oggi i coniugi Zanatta producono in un laboratorio a Istrana, in provincia di Treviso, 30mila confezioni l’anno di ChewinGreen in diverse varianti, realizzate con gli aromi italiani più pregiati, per valorizzare i prodotti locali: ci sono la menta del Piemonte, il limone di Sicilia, la menta spicata e la liquirizia di Calabria. Quest’ultima in particolare era coltivata nel XVI secolo dai frati domenicani che la essiccavano per ricavarne un succo dalle proprietà terapeutiche. La liquirizia infatti, il cui nome significa “radice dolce”, ha un’azione rinfrescante, proprietà digestive, espettoranti e antinfiammatorie, è indicata contro la tosse, il mal di gola, l’acidità gastrica e la pressione bassa. Infine, pare abbia effetti afrodisiaci.

Rebecca Travaglini

 



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