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Save, volano i ricavi ma Anac punta il dito sull’acquisto del Catullo

Pubblicato il 16 marzo 2018 in Infrastrutture, Treviso, Venezia, Verona

Aeroporto di Venezia  

Una notizia buona e una meno buona per Save, la società che guidata da Enrico Marchi che gestisce gli aeroporti di Venezia e Treviso e il Catullo di Verona. Quella positiva è nei numeri del bilancio 2017 approvato il 15 marzo dal cda: i ricavi sono in crescita del 5,8% passando da 188,2 a 199,1 milioni di euro. Crescono del 4,9% i ricavi aeronautici, il traffico dei passeggeri (+9,2%), i ricavi non aeronautici (+8,6%). Il risultato operativo lordo (Ebitda) è pari a 94,5 milioni di euro in crescita del 7,8% rispetto ai 87,7 milioni di euro del 2016.

Potrebbe portare invece a risvolti negativi per la società la contestazione da parte dell’Anac dell’operazione di acquisto dell’aeroporto Catullo, di cui oggi Save controlla il 40,31%. In particolare l’Autorità anti corruzione, a seguito di un esporto presentato da Movimento 5 Stelle e Osservatorio Liberalizzazioni Infrastrutture, ha dichiarato che la cessione del 2% dell’aeroporto scaligero dal Comune di Villafranca a Save è «non conforme al codice dei contratti e al diritto comunitario» perché avvenuto, secondo l’esposto, per «contrattazione diretta senza oggettiva valutazione reale del valore della partecipazione». Gli atti sono stati trasmessi alla Procura di Verona e Save, Catullo Spa e Comune di Villafranca hanno trenta giorni per comunicare ad Anac le azioni da intraprendere.

 



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