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Le strade venete passano in mano all’Anas

Pubblicato il 23 febbraio 2018 in Infrastrutture, Regione

strada  

Le strade venete di Veneto Strade e Cav passano all’Anas. È questo il succo del complesso accordo programmatico siglato la mattina del 23 febbraio dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia e dall’amministratore delegato di Anas Gianni Vittorio Armani. Una partita che passa per la rivoluzione nella partecipata regionale Veneto Strade Spa, con l’ingresso di Anas come socio al 51% e la relativa riclassificazione come Nuova Rete Statale di circa 700 chilometri di arterie gestite dalla società veneta (tutte le strade di competenza regionale più quelle di competenza della Provincia di Belluno). Alla nuova società così ricostituita competeranno la progettazione, la costruzione, la manutenzione e l’esercizio dell’intera rete stradale. Ma non solo: la società delle strade statali che da gennaio è integrata con Ferrovie dello Stato prenderà anche il controllo di Cav, la concessionaria autostradale del Passante di Mestre. Con uno specifico protocollo d’intesa si prevede la possibilità di impiegare le risorse accantonate da Cav per il finanziamento degli interventi nel territorio regionale, dopo aver estinto completamente nel 2019 il prestito di Anas alla società concessionaria.

«Con gli attuali flussi di traffico – recita una nota della giunta regionale –, si stima la possibilità di destinare un valore complessivo pari ad oltre 300 milioni di euro al finanziamento degli interventi infrastrutturali in Veneto nel periodo di concessione Cav, ovvero dal 2020 sino al 2032».

Armani e Zaia

Per Zaia «l’obiettivo è quello di procedere d’ora in avanti in modo coordinato al potenziamento dell’infrastrutturazione del Veneto, dotandoci di una strategia unica e condivisa da tutti i soggetti interessati, puntando a realizzare un sistema nel quale i tracciati stradali e autostradali siano funzionali allo sviluppo dell’intermodalità, connettendo efficacemente tra loro gli hub ferroviari, gli aeroporti e il porto di Venezia».

«L’importante accordo raggiunto oggi con il Veneto – aggiunge l’ad di Anas Gianni Vittorio Armani – rafforza l’attuale collaborazione tra Regione e Anas, ridisegna la rete stradale e definisce una governance di comune accordo attraverso un gruppo di lavoro permanente sulle infrastrutture con l’obiettivo di dare avvio ad una nuova stagione di investimenti e di potenziare la gestione della viabilità nella regione».

Veneto Strade, così cambia la governance

Ecco nelle seguenti tabelle come cambierà la struttura societaria di Veneto Strade Spa. Attualmente la Regione è il principale azionista con il 30% delle quote, seguita dalle sette province, da Autostrade per l’Italia, Autostrada Serenissima, Autovie Venete e A4 Holding.

In una fase intermedia si prevede che la Regione rastrelli le azioni di tutti gli altri soci eccetto le province di Belluno, Padova, Treviso e Venezia, arrivando al 76,58%.

Infine il punto d’arrivo è quello mostrato nella terza tabella: il capitale sociale che raddoppia passando da 5,18 a 10,36 milioni di euro con l’ingresso di Anas, effettuando un aumento di capitale di circa 5,4 milioni di euro, diventa azionista di controllo con il 51%, acquistando parte delle quote regionali. La Regione Veneto si attesterà al 37,29% e le quattro province rimarranno con quote fra l’1 e il 3,57%.

In pratica la gestione della rete stradale sarà trasferita a carico del contratto di programma fra Anas e Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per un costo annuo di circa 21 milioni di euro, oltre a investimenti per la manutenzione programmati per 10 milioni di euro all’anno, con la previsione di uno specifico stanziamento complessivo pari oltre 100 milioni di euro per l’esercizio 2018-2022. A questi importi si vanno poi ad aggiungere a regime, nelle previsioni dei due enti, le economie derivanti dalle sinergie operative tra Anas e Veneto Strade e dall’aumento dell’efficienza complessiva stimabili in un recupero del 10% dei costi di gestione.

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