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Morto sul lavoro a Verona, tute blu in sciopero lunedì 5 febbraio

Pubblicato il 2 febbraio 2018 in Lavoro, Veneto, Verona

sicurezza sul lavoro  

Maurizio Cossu, operaio di 42 anni dipendente della ditta Idrotecnograda, è morto sul lavoro a seguito di un incidente avvenuto mercoledì 31 gennaio all’acciaieria Aso di Vallese d’Oppeano in provincia di Verona. Per reagire all’ennesima morte sul lavoro i metalmeccanici proclamano un’ora di sciopero lunedì 5 febbraio 2018 con l’uscita anticipata a fine turno di lavoro o con un’ora di assemblea sciopero secondo le modalità che saranno stabilite dalle singole Rsu delle fabbriche venete.

Nella provincia di Verona saranno proclamate nelle aziende siderurgiche 8 ore di sciopero, con presidio davanti ai cancelli della Aso di Vallese. Lo annunciano i segretari veneti di Fim Cisl Massimiliano Nobis, di Fiom Cgil Luca Trevisan e di Uilm Uil Carlo Biasin, che ai famigliari di Maurizio Cossu mandano il cordoglio e la solidarietà di tutti i metalmeccanici del Veneto.

Da gennaio a novembre 2017 sono stati 952 gli incidenti mortali sul lavoro in Italia, di cui 87 in Veneto. Cossu, ricordano i sindacati, era un manutentore di una ditta in appalto ed è stato colpito violentemente al capo da una anodiera del peso di una tonnellata durante il suo normale turno di lavoro. Ai compagni di lavoro che hanno prestato i primi soccorsi sono apparse subito gravissime le condizioni di Maurizio, che purtroppo è deceduto poco dopo. Immediata è scattata la protesta dei lavoratori, con lo sciopero e il blocco totale della produzione dell’acciaieria e degli appalti. Agli inquirenti spetterà il compito di valutare le cause che hanno determinato l’incidente mortale.

Per i sindacati metalmeccanici «non può essere sottaciuto il fatto che a perdere la vita è per l’ennesima volta un lavoratore di una ditta di appalto: il contenimento dei costi specie quello del lavoro, la riduzione del salario e dei diritti dei lavoratori a partire proprio da quelle della sicurezza, è sempre più spesso perseguito dalle imprese attraverso modelli aziendali che parcellizzano il ciclo produttivo, con le esternalizzazioni, con gli appalti e tante volte anche con il ricorso al sub appalto».

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