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A Venezia il ristorante del Cinquecento dove si paga in Bitcoin

Pubblicato il 18 gennaio 2018 in Fisco e consumi, Venezia

Venezia, Zanze  

Cena a Venezia, in un locale che risale al Cinquecento, vista su ponti e canali, specialità tipiche e alla fine il pagamento in Bitcoin. L’esperienza, a quanto pare unica nella città lagunare, è una novità del locale Zanze XVI, che ha aperto nel giugno dello scorso anno nel luogo che fin dal sedicesimo secolo ospitava la “Trattoria dalla Zanze”. Fondata da un team di giovani appassionati di innovazione, il locale dal 22 gennaio accetterà pagamenti con la più famosa delle criptovalute.

«Stiamo seguendo il settore delle criptovalute da anni e stiamo lavorando con la tecnologia blockchain in diversi ambiti» spiega Nunzio Martinello, cofondatore della tech company padovana Noonic insieme a Nicola Possagnolo, con cui condivide anche l’avventura di Zanze XVI. «Con Noonic abbiamo deciso di accettare i pagamenti in criptovalute sei mesi fa – prosegue Martinello –. Dal 22 gennaio, giorno di riapertura del ristorante dopo le ferie, anche Zanze XVI accetterà i pagamenti in questa forma. L’idea è stata fortemente voluta dallo chef Nicola Dinato».

Al centro delle cronache degli ultimi anni per il boom delle quotazioni, in questi giorni la moneta virtuale Bitcoin sta subendo un crollo sui mercati online. Al di là delle sue alterne fortune, la tecnologia blockchain che sta alle sue spalle è ritenuta dagli esperti come una delle più promettenti per diversi ambiti della vita, perché consente di operare transazioni che vengono certificate in modo distribuito. Nessun ente di controllo centralizzato, ma un controllo incrociato garantito da tutti i possessori.

«Non abbiamo previsto sconti o vantaggi particolari – spiega Martinello riferendosi a chi utilizzerà il Bitcoin per pagare il conto – perché la vera novità consiste nel permettere a chi possiede Bitcoin e ha la volontà di spenderli, di farlo. Al momento infatti non ci sono molte attività commerciali che accettano pagamenti in questa valuta. Il Bitcoin è un cosiddetto ‘store of value’, ovvero lo si può paragonare, semplificando, all’oro nell’economia tradizionale» prosegue Martinello. Che, riguardo le possibilità di investimento, invita alla cautela: «Al momento il valore del Bitcoin ed in generale delle criptovalute è dato principalmente da una forte speculazione finanziaria e raramente da un reale valore e utilizzo delle stesse. Di conseguenza sconsiglio ai non professionisti di investire in criptovalute più di quanto si è disposti a perdere totalmente».

Come si paga con il Bitcoin

Come avverrà nel concreto la transazione? Tramite la piattaforma bitpay.com, che permette di ricevere la somma in bitcoin e, volendo, convertirli subito in valuta tradizionale, in modo da azzerare il rischio legato alla volatilità della criptovaluta. Non servono banconote né carte di credito: il trasferimento di denaro avviene via smartphone. Il cliente invia la somma dal proprio portafoglio Bitcoin direttamente al conto del ristorante. Per rendere l’operazione ancora più facile il numero di conto del ristorante sarà raggiungibile con un semplice gesto, scannerizzando con il proprio telefono un QR Code.

Una volta verificata – tramite un meccanismo di controlli incrociati resi possibili dalla tecnologia blockchain – la transazione non può essere annullata, come invece può avvenire con le carte di credito, e tempistiche e costi sono generalmente inferiori rispetto ai bonifici internazionali.

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