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Cattolica, più spazio ai fondi e niente passaggio a spa

Pubblicato il 30 gennaio 2018 in Economie, Verona

cattolica assicurazioni  

Cattolica Assicurazioni ha approvato il nuovo piano industriale che prevede di conseguire un utile operativo al 2020 di circa 375-400 milioni di euro, in crescita di oltre il 60% sul 2016, e di pagare un dividendo per azione superiore a 0,5 euro (circa il 50% in più del 2016). Il ritorno sul capitale (roe operativo) è atteso oltre il 10%, quattro punti percentuali in più rispetto del 6% conseguito nel 2016. Obiettivo del cda è rendere la gestione «più snella ed efficiente e favorire l’ingresso degli investitori istituzionali come soci». Per farlo verrà aggiornata la governance con un cda «asciugato» e con l’innalzamento dal 2,5% al 5% il tetto al possesso azionario per i fondi e assicurando così una presenza in consiglio ai soci di capitale.

Cattolica, niente spa

L’ad Alberto Minali, in sella dallo scorso giugno, chiude invece la porta a chi sperava in un addio alla forma cooperativa: «Il tema del passaggio a una società per azioni non è sul tavolo» ha tagliato corto in assemblea. A Piazza Affari intanto il titolo, in grande crescita negli ultimi mesi, ha chiuso in calo del 5,1% a 10,1 euro. Un dato che potrebbe essere letto come una delusione per il mancato passaggio del gruppo veronese a Spa.

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