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Bci, la startup delle valvole cardiache si presenta a Innovabiomed

Pubblicato il 22 gennaio 2018 in Innovazione, Padova, Verona

bci  

Biocompatibility Innovation (BCI), la startup padovana che punta a raddoppiare la durata dei sostituti valvolari cardiaci di origine animale, in vetrina a Innovabiomed, la prima edizione della fiera che mette insieme produttori di dispositivi medici per mantenere l’industria biomedica italiana competitiva nel mondo. L’appuntamento è nei padiglioni fieristici di Verona, il 23 e 24 gennaio, per un confronto su innovazioni di materiali, componenti, tecnologie e servizi. Gli organizzatori del prestigioso evento hanno invitato BioCompatibility Innovation, l’innovativa startup padovana che – grazie all’azione di principi attivi di derivazione naturale – ha dato il via alla sperimentazione ufficiale dei sostituti valvolare in collaborazione con il Policlinico Universitario Gemelli di Roma. Un’idea messa a punto da due biologi con una robusta esperienza accademica, Alessandro Gandaglia e Filippo Naso, e Ugo Stefanelli, medico e imprenditore.

L’esperienza di BCI verrà approfondita in un workshop dedicato all’idea innovativa che si svolgerà il 23 gennaio (ore 16, sala Meeting 1), che vedrà riuniti alcuni dei massimi esperti del settore. Con Naso e Gandaglia ci saranno Massimo Massetti, direttore dell’Area Cardiovascolare e della Cardiochirurgia del Policlinico Gemelli di Roma, titolare della Cattedra di Cardiochirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma accompagnato dal Dr. Gianluigi Perri, cardiochirurgo del Gemelli; Michele Spina, esperto di matrice extracellulare del sistema cardiovascolare, Senior Scholar Università degli Studi di Padova; Andrea Iacoangeli, Ceo Wolfyr Ltd e specialista nell’introduzione e sviluppo nei mercati internazionali di dispositivi protesici biologici; Christian Micheletti dell’Ecsin-European Center for the Sustainable Impact of Nanotechnology, Ecamricert Srl.

L’idea

BCI ha sviluppato un procedimento chiamato FACTA, messo a punto da Alessandro Gandaglia e Filippo Naso. Ha già ottenuto 700mila euro di finanziamenti ed è in fase di sperimentazione al Policlinico Gemelli di Roma. Il meccanismo si basa sull’inattivazione della molecola alpha-Gal che scatena le reazioni avverse nelle attuali protesi valvolari cardiache di tipo biologico (bioprotesi). Una piccola molecola presente in tutti i mammiferi ad eccezione dell’uomo, responsabile dell’instaurarsi di reazioni immunologiche che portano alla degenerazione e alla disfunzionalità della bioprotesi valvolare impiantata. La reazione avversa all’antigene alpha-Gal colpisce tutti i portatori di bioprotesi: nel 50% dei casi induce calcificazioni che costringono alla sostituzione della valvola mediamente dopo 10 anni dall’impianto. La calcificazione inoltre si sviluppa più rapidamente se il paziente trapiantato è giovane. Sotto i 35 anni di età infatti la sostituzione è necessaria dopo solo cinque anni dal primo impianto per il 100% dei pazienti; sopra i 35 anni, nel 50% dei casi è necessario effettuare un nuovo intervento dopo circa dieci/dodici anni. Se si conta che nell’arco di una vita media il numero massimo di sostituzioni valvolari effettuabili è di 2 o 3, si capisce come questo problema abbia effetti diretti sulla qualità di vita di questi pazienti. La particolarità della metodica di trattamento delle valvole – FACTA – risiede nella capacità di disinnescare l’antigene alpha-Gal e di conseguenza inibire di oltre l’85% i processi di calcificazione. Il trattamento non è limitato ai soli sostituti valvolari cardiaci, ma resta comunque applicabile a tutti i tessuti di origine animale utilizzati per la fabbricazione di bioprotesi impiantabili (ligamenti e tendini, dura mater, patch intestinali, gastriche e polmonari).

Il team di Bci

BCI è costituita da: Filippo Naso, Direttore Scientifico, laureato in Biotecnologie con esperienze di ricerca decennale all’Università di Padova nel campo della Ingegneria dei Tessuti e della Medicina Rigenerativa Cardiovascolare e Alessandro Gandaglia, Direttore Generale, già ricercatore scientifico in università italiane e statunitensi che ha in seguito sviluppato esperienze manageriali in diverse aziende del biomedicale e Ugo Stefanelli, medico di base di Padova ed imprenditore.

 

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