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Vitruvian Game, l’innovazione veneto-californiana conquista Roma

Pubblicato il 1 dicembre 2017 in Padova

 

Applausi e centinaia di giovani visitatori in coda per provare il Vitruvian Game, l’innovativa tecnologia portata alla Maker Faire di Roma da FabLab Network. Il “gioiello” è il frutto del lavoro di 8 aziende venete e due californiane (Msi e Intel) ed abbina le intuizioni di Leonardo Da Vinci sul canone vitruviano e sul volo alla realtà virtuale. 
Un connubio che ha sbalordito i visitatori della fiera dei maker, gli innovatori che fanno parte del network europeo dei FabLab e che fino a domenica fa il paio con altre cinque innovazioni giudicate tra le più interessanti dell’intera rassegna.

«Siamo molto soddisfatti di questo successo di pubblico e di critica – spiega Paolo Moro, anima del FabLab Network – abbiamo portato a Roma una intera squadra di innovatori che stanno applicando le nuove tecnologie ad elementi molto concreti dell’attività imprenditoriale. Lo stesso Vitruvian Game non è solo un gioco, ma è stato prima laboratorio per l’ibridazione tra saper fare artigiano e nuove tecnologie, ed ora è strumento per l’applicazione della realtà virtuale a numerosi ambiti di ricerca».

Una di queste applicazioni è il connubio tra architettura e neuroscienze per creare percorsi virtuali di aumento della sicurezza nei cantieri attraverso dinamiche esperienziali. Questa applicazione è portata avanti da un gruppo di tre giovani imprenditrici che hanno dato vita al progetto Hybrid Reality. «Le innovazioni che abbiamo portato alla Maker Faire e il successo riscontrato – aggiunge Moro – non sono un traguardo ma un punto di partenza per continuare a far crescere le aziende attraverso le nuove frontiere dell’internet of things, dell’intelligenza artificiale e di tutte le tecnologie che stanno rivoluzionando la nostra contemporaneità, senza però dimenticare che la vera innovazione poggia in maniera robusta sul saper fare artigiano. Per questo per noi è strategico il rapporto allacciato in questi anni con gli artigiani di Cna».

E proprio la confederazione nazionale degli artigiani è stata al fianco di FabLab Network, Hybrid Reality e Smart Meter per i progetti di ricerca portati alla Maker Faire.  Smart Meter è una tecnologia implementata dall’ esperto di prototipazione 3D Michele Ghedina che ha immesso sul mercato nei mesi scorsi insieme al laureando Niccolò Galiazzo. Smart Meter è uno dei prodotti più interessanti del 2017 per quanto riguarda la misurazione di superfici lineari anche curve. Presenti allo stand di FabLab Network questa mattina c’erano il presidente della Camera di Commercio di Roma Lorenzo Tagliavanti assieme al direttore di Cna Padova Matteo Rettore e la vice presidente nazionale di Cna Stefania Milo. Il presidente della Camera di commercio ha visitato con interesse lo stand di FabLab Network ascoltando l’esperienza maturata dalla partnership tra soggetti privati e associazione di categoria.

«La Camera di commercio ha creduto molto in questa manifestazione e i numeri ci dicono che è una scommessa vinta – ha commentato Stefania Milo – realtà come il mondo dei maker sono preziosissime per creare un ponte tra il saper fare artigiano e il saper innovare delle giovani generazioni. Il dialogo tra queste due realtà in luoghi come questa fiera ed i FabLab permette la creazione di nuovi posti di lavoro, di nuove opportunità di business per le imprese e di nuovo valore aggiunto per la nostra economia. Cna in questo senso da tempo sta portando avanti un lavoro importante ed i risultati sono davvero tangibili e duraturi».

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