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Il cambiamento digitale è questione di team. Da Trieste a Las Vegas, il modello Teorema

 

Dietro la prima volta delle startup italiane al Ces di Las Vegas, la più importante fiera al mondo per l’elettronica di consumo, c’è l’intuizione di Teorema Engineering. La società, fondata a Trieste nel 1998 da Michele Balbi, accompagna le imprese italiane nel percorso di digital transformation, ma non si limita a fornire servizi, anzi: agisce per far crescere un ecosistema che valorizzi i talenti, ad esempio promuovendo il bando per le startup che rappresentano il Belpaese nella vetrina globale delle nuove tecnologie. Un’azione promossa da Tilt (Teorema Incubation Lab Trieste), il progetto realizzato da Teorema in partnership con AREA Science Park, con il contributo del Comune di Trieste e in collaborazione con l’Università degli Studi di Trieste e Microsoft.

Da “classica” società di servizi informatici, questa realtà si è tramutata in tessitrice di un sistema di relazioni a supporto della trasformazione digitale. Una crescita accompagnata anche dal progetto Più Valore di Unicredit, cui Teorema ha preso parte, per entrare poi nel percorso Elite di Borsa Italiana. «La capacità di costruire team è oggi una delle nostre motivazioni principali – racconta Michele Balbi, presidente di Teorema, alla platea di Human + Factory, il 5 dicembre alla Foscarini di Marcon nell’ambito del ciclo Innovation Stories – ma la rivoluzione più grande nella nostra azienda è stato l’arrivo dei cosiddetti Millennials. Con la loro diversa modalità di fruizione della tecnologia è cambiato davvero tutto. In meglio».

Strumenti per colmare il digital divide

Il cambiamento non è mai facile né indolore. Si parte da una mancanza, una lacuna da colmare. «Il divario digitale è un grande problema – sottolinea Balbi -, una frattura che divide ciò che le aziende fanno effettivamente oggi, e quello che invece potrebbero arrivare a fare se sviluppassero tutte le loro potenzialità». Per saltare oltre il digital divide delle competenze, il modello Teorema prevede percorsi di formazione su misura per le aziende e l’adozione della tecnologia Teamwork, un abilitatore di collaborazione tra persone che lavorano da remoto, che consente di costituire team virtuali in grado di comunicare e dal posto di lavoro, da altre aziende, da casa o da un’altra postazione in modalità smart working.

Ma la tecnologia non basta, da sola, a cambiare un’azienda. E allora si mettono in campo strategie per incoraggiare le persone a utilizzare questi strumenti, dai filmati alle indicazioni interne per favorire l’apprendimento di nuovi processi e strumenti. Senza trascurare il rewarding, un premio che corona il raggiungimento degli obiettivi stabiliti in tante sfide quotidiane. E seguendo con attenzione anche l’individuazione di team leader naturali, coloro che devono accompagnare il gruppo nell’abbracciare nuove modalità di lavoro più smart e connesse. Giorno dopo giorno.



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