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I profughi studiano da imprenditori: a Cadoneghe lezioni di startup

Pubblicato il 13 dicembre 2017 in Innovazione, Padova

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A Cadoneghe, nel padovano, i profughi vanno a lezione di startup: c’è chi vuole aprire un negozio di abbigliamento, chi sta studiando la concorrenza per diventare un giardiniere affermato, chi vuole lavorare nell’edilizia.

Il corso di imprenditorialità, organizzato dal Consorzio Veneto Insieme e dal comune di Cadoneghe, prevede 68 ore di intervento con esperti di impresa. Partecipano otto disoccupati, quattro dei quali sono richiedenti asilo ospitati in due cooperative, Sestante e Solidalia, associate al consorzio. Per realizzare questo progetto il comune di Cadoneghe ha stanziato 7500 euro ai quali si aggiungono 6250 provenienti dalla Regione Veneto.

Il corso è diviso in due step, una prima fase di incontri collettivi in aula, che si chiuderà poco prima di Natale 2017, e una seconda fase di incontri individuali e di progettualità, che partirà all’inizio del 2018. Si studia la gestione aziendale, la struttura tecnico amministrativa, la creazione di piani marketing e di comunicazione integrata e di un business plan anche di gruppo. Sono previsti anche incontri con le associazioni di categoria interessate, dagli artigiani ai sindacati. E infine un percorso di affiancamento per la messa in opera del loro progetto individuale.

 

I progetti dei quattro richiedenti asilo

Souleymne Diallo è il più giovane dei quattro: 19 anni, proveniente dal Mali, è arrivato in Italia 11 mesi fa. Il suo sogno è diventare un giardiniere affermato e potersi distinguere dagli altri professionisti del settore, anche se non lo hai mai fatto prima d’ora. «Solo a Padova ci sono 41 ditte di giardinaggio – racconta –, in Veneto 125. Ecco perché devo imparare ad essere un bravo giardiniere, professionale e il corso mi aiuta a capire proprio quello che non so. Anche perfezionando l’italiano. Se mio avanza tempo e una volta avviata l’attività vorrei anche mettere in piedi un progetto sociale per bambini orfani».

Youssifow Seidow ha 28 anni e viene dal Togo. È in Italia da un anno e mezzo ospite della cooperativa Il Sestante, dove sta imparando a fare scarpe, ma quello che vorrebbe diventare è soprattutto indipendente economicamente parlando. «Tutti abbiamo i nostri sogni – spiega – però è difficile raggiungerli. Io vorrei aprire un negozio di abbigliamento. Con questo corso sto imparando proprio come realizzare questo sogno e quali sono le regole».

È originario della Nigeria il 25enne Donalson Okosun, da due anni in Italia. Nel suo Paese faceva il parquettista, oggi come il collega Youssifow fa scarpe nella cooperativa. Con questo corso spera di «poter imparare le tecniche per diventare una lavoratore che costruisce case».

Infine Christian Essome, camerunense di 25 anni, vive da un anno in Italia ed è ospitato dalla cooperativa Solidalia. Attualmente sta lavorando come manutentore al Parco etnologico di Rubano. E questo è quello che vorrebbe fare anche dopo, aprendo una ditta individuale. «Questo corso per me è molto importante – spiega Essome – per aprire un “Pronto intervento” per piccoli interventi nelle case. Già nel mio paese facevo il falegname. Qui in Italia, dove vorrei rimanere, sogno di aprire la mia attività imprenditoriale».

«Il consorzio si è adoperato per far partire questo corso – spiega Paolo Tosato del Consorzio Veneto Insieme -, come primo esperimento, proprio nel comune di Cadoneghe, che si è dimostrato molto sensibile. L’idea è quella di esportare il modello anche in altre municipalità, dando vita a nuove start up attraverso soggetti “deboli”, che non sono solo stranieri ma anche italiani. Dalla nostra esperienza abbiamo notato infatti che lavoro genera lavoro».

Da gennaio parte l’affiancamento in azienda

Claudio Voltan, già docente del corso e membro direttivo del Consorzio Veneto Insieme, sottolinea come i progetti, i sogni dei ragazzi siano molto concreti e realizzabili. «Insegniamo come si avvia un’impresa – spiega Voltan -, che cosa fa e cos’è un imprenditore. Che fare squadra è fondamentale per poter sfondare nel lavoro. Diamo nozioni e conoscenze di base. Poi da gennaio i ragazzi faranno esperienza sul campo, andando a costruire in affiancamento con persone che lavorano negli ambiti che loro vogliono inseguire».

«Crediamo che ci debbano essere diverse modalità di inclusione nel territorio – commenta l’assessore alle politiche sociali del comune di Cadoneghe Augusta Parizzi –. Ecco perché abbiamo aderito al piano di integrazione territoriale portato avanti dalla Regione Veneto, che dà la possibilità ai comuni di poter attivare delle progettazioni come questa, che arriva dopo altre due azioni di integrazione. La prima è stato un progetto di integrazione linguistica rivolto alle donne straniere, la seconda un sostegno linguistico all’interno delle scuole di Cadoneghe. Terza dunque questo progetto di integrazione lavorativa attraverso il corso di auto imprenditorialità. Ci auguriamo che questo progetto possa portare anche ad un inserimento lavorativo proprio nel nostro territorio».

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