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Veneto Banca, azionista ottiene risarcimento per 103mila euro

Pubblicato il 20 novembre 2017 in Credito, Fisco e consumi, Treviso

Banca Apulia  

Un azionista di Veneto Banca ha ottenuto un risarcimento per 103mila euro, pari alla sua perdita economica totale, in seguito alla decisione dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie che ha condannato l’intermediario, in questo caso Banca Apulia, all’epoca dei fatti controllata di Veneto Banca, al rimborso. L’azionista, residente a Bisceglie in provincia di Barletta-Andria-Trani, si è rivolto all’Unione Nazionale Consumatori che ha curato il ricorso.

«Una vittoria importante che apre ora la strada a innumerevoli azioni legali perché ad essere condannato è stato un intermediario, nella fattispecie Banca Apulia» è il commento dell’avvocato Antonio Calvani, responsabile del Comitato dell’Unione Nazionale Consumatori di Bisceglie che ha presentato il ricorso. «Questo provvedimento – aggiunge Calvani – espone ora tutti gli intermediari, anche se controllati dalle banche acquirenti di banche risolte, come ad esempio Banca Apulia per Veneto Banca o Banca Nuova per Banca Popolare di Vicenza, a dover mettere mano al portafoglio in favore degli azionisti ingannati, che hanno perso i loro risparmi».

Questi i fatti. Un risparmiatore di Bisceglie nel 2012 acquista azioni di Banca Veneto tramite Banca Apulia, società partecipata di Veneto Banca, perdendo poi tutti i suoi risparmi, per un importo pari a 103mila euro, in seguito al crollo del valore delle azioni dell’ex istituto trevigiano. L’Unione Nazionale Consumatore presenta, quindi, reclamo all’Arbitro per le Controversie Finanziarie, l’organismo attivato dalla Consob nel gennaio 2017 per la risoluzione delle controversie finanziarie.

Nel procedimento interviene Intesa San Paolo – acquirente della parte sana di Veneto Banca, e, quindi, ora controllante di Banca Apulia – che dichiara Banca Apulia estranea alla vicenda, considerando responsabile la sola bad bank, ossia Veneto Banca, all’epoca controllante di Banca Apulia, ora in liquidazione coatta amministrativa in forza del decreto legge 99/17. Ma la tesi di Intesa non è accolta dall’Arbitro che dichiara che invece Banca Apulia è tenuta a corrispondere l’intera cifra al risparmiatore.

Secondo la sentenza dell’Arbitro infatti il decreto legge esclude che le passività della bad bank possano gravare sull’acquirente della good bank, ma tale limite riguarda solo le banche poste in liquidazione coatta amministrativa, non anche le controllate non sottoposte a procedura concorsuale, come, appunto, Banca Apulia.

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