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Passante di Mestre, nasce la prima autostrada verde d’Italia

Pubblicato il 6 novembre 2017 in Infrastrutture, Veneto, Venezia

autostrada verde  

Un platano è stato simbolicamente piantato la mattina del 6 novembre da Luisa Serato, presidente di CAV Spa, la società che gestisce il Passante di Mestre. Nasce così, ufficialmente, la prima autostrada verde d’Italia, quel «Passante Verde 2.0» fortemente voluto da CAV per ricucire concretamente il territorio attraversato dall’infrastruttura che da meno di dieci anni ha mutato il volto della viabilità a Nordest. La prima pianta è stata messa a dimora nel Comune di Mirano e più precisamente a Scaltenigo, località simbolo della storia recente legata al Passante, a pochi metri dal nastro d’asfalto che collega est e ovest nel nord Italia.

Si tratta della prima piantumazione fra le oltre 5.000 previste nelle prossime settimane su 7 ettari di terreni di proprietà dell’azienda, terreni che affiancano l’A4 ma anche “ritagli” di territorio che si incuneano fra uno svincolo e una bretella. L’obiettivo, ben più ambizioso, è far crescere un “bosco di pianura” per una larghezza di 40 metri per lato lungo i 32 chilometri del passante, per un totale di 400 ettari complessivi. Gli alleati, in questo progetto, sono le amministrazioni dei comuni attraversati dall’A4 e le associazioni di categoria dei coltivatori, Coldiretti, CIA e Confagricoltura.

Per le piante saranno spesi fino a 3,7 milioni di euro

Nessun esproprio, anzi: CAV sta trattando con gli agricoltori che possiedono le aree interessate per definire le modalità più efficaci di partecipazione al progetto. La società destinerà fino a 3,7 milioni di euro esclusivamente per l’acquisto e la messa a dimora delle piante. In questa cifra non sono compresi gli oneri di utilizzo del suolo, una sorta di indennizzo da parte di CAV agli agricoltori che aderiranno al progetto. Fra i vantaggi per i proprietari ci sono il mantenimento del requisito di “coltivatore” e, di conseguenza, la possibilità di mantenere i contributi dell’Unione Europea attraverso i fondi previsti dalla PAC, la Politica agricola comune. Una strada, quest’ultima, che diventa percorribile alla luce della definizione di “bosco” ceduo – con caratteristiche di produzione di materiale legnoso – anziché di “foresta”: resta, insomma, la caratteristica della coltivazione. CAV si impegna, infine, a garantire la manutenzione delle aree piantumate a bosco ed, eventualmente, le attività legate alla produzione di materiale legnoso.

«Questi primi 7 ettari sono solo l’inizio – commenta Luisa Serato. – Diciamo che si tratta quasi di un’azione dimostrativa per dare il segnale agli agricoltori che ora possono davvero aiutarci a realizzare un’opera preziosa sul piano del risanamento ambientale del territorio veneto. Un tema, questo, particolarmente caro alla società che, lo ricordo una volta di più, per statuto è votata alla crescita del territorio su cui opera. Una vocazione statutaria che non resta lettera morta ma si trasforma in una distesa verde in cui crescerà un vero e proprio bosco. E aggiungo, un bosco percorribile, in bicicletta e a piedi. Un contributo concreto alla ricucitura di questo territorio che si merita una qualità della vita elevata».

Alla messa a dimora della prima pianta erano presenti il Sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello, il vicesindaco di Mirano Giuseppe Salviato, i rappresentanti di Coldiretti, CIA, Confagricoltura e di Veneto Agricoltura, che ha supportato CAV nella definizione del progetto fin dalle prime fasi. Presente anche una delegazione del comitato Viabilità Sicura di Scaltenigo e Ballò, con la presidente Ivana Cagnin.

Autostrada verde, numeri e caratteristiche

Estensione: 64 chilometri di bosco lineare ampio circa 40 metri per lato

Funzione: mitigazione visiva, acustica e ambientale per ricucire il territorio e renderlo fruibile dai cittadini attraverso percorsi ciclo pedonali in un bosco di pianura

Composizione: alberi ad alto fusto (querce, frassini, pioppi e altre specie idonee). All’interno, filari di specie gestite a ceduo (piante da taglio): carpino bianco, platano, robinia e altre. Margine della fascia boscata: sambuco, sanguinella, frangola, ligustrello e acero campestre.

Investimento: fino a 3,7 milioni di euro

Passante verde già esistente

Estensione: 44 ettari di parco, 12 ettari di bacini di lagunaggio (aree già piantumate in località Dolo, Vetrego, Mirano, Spinea, Martellago, Campocroce di Mogliano, parco di via Roette e interventi lineari lungo l’asse)

6.708 alberi

19.639 arbusti

670.333 metri quadrati di tappeto erboso

3.263,22 tonnellate di PM10 assorbite ogni anno

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