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Porto Marghera, investimenti per 90 milioni di euro

Pubblicato il 6 novembre 2017 in Economie, Infrastrutture, Veneto, Venezia

Porto Marghera Venezia via Shutterstock  

Il Comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico settentrionale riunitosi sotto la presidenza di Pino Musolino, affiancato dal Direttore della direzione programmazione e finanza Gianandrea Todesco, ha approvato il bilancio di previsione dell’Ente per l’esercizio finanziario 2018. «Un buon bilancio che ci consente investimenti in infrastrutture e di guardare ai prossimi anni con fiducia, pronti ad affrontare le sfide del mercato ma anche a rispondere con puntualità alle esigenze della comunità portuale. Oggi siamo a livello di bilancio di previsione; in prospettiva e in corso d’anno si studieranno interventi per rafforzare l’azione e per ridurre ulteriormente i mutui sottoscritti» ha dichiarato il Presidente Pino Musolino.

Le entrate

Per quanto riguarda le entrate, si prevede per il 2018 un andamento positivo delle tasse portuali e di ancoraggio, in linea con il 2017 così come per le entrate provenienti da canoni demaniali. Queste voci di bilancio hanno registrato, infatti, nel corso dell’anno una dinamica molto favorevole che si prevede nel prossimo esercizio porterà nelle casse dell’Autorità di sistema quasi 42 milioni di euro. Ulteriori entrate sono previste dal fondo perequativo e fondo IVA, dai fondi già stanziati dallo Stato nell’ambito della legge di stabilità 2016 e dall’accordo di programma siglato con il MISE entrambi, destinati all’infrastrutturazione dell’area Ex Montesyndial e del potenziamento della rete infrastrutturale di Porto Marghera e per un totale di 79 milioni di euro.

Per Porto Marghera investimenti in infrastrutture e opere

La spesa è fortemente orientata agli investimenti con l’obiettivo di potenziare le infrastrutture di Porto Marghera a beneficio delle attività logistiche e industriali già attive nell’area per un importo complessivo in escavi e opere pari a 90 milioni di euro, il valore più alto mai registrato dal 2010 ad oggi. Prevalgono nella previsione gli investimenti in infrastrutture e opere anche se aumenta l’impegno finanziario per gli escavi e per la manutenzione dei canali portuali, in risposta ad una specifica aspettativa degli operatori.

Sul fronte della navigabilità è stato preso l’impegno di assicurare i massimi sforzi per superare le criticità legate alla navigazione con condizioni meteo marine sfavorevoli, condizione che in passato e in alcuni frangenti ha richiesto la chiusura dello scalo. «Un approccio attento che tiene conto di una ripresa economica ancora fragile e non omogenea ma orientato a sostenere gli investimenti per mantenere competitivo e attrattivo lo scalo e, in generale, l’economia della regione, in linea con il ruolo che la riforma dei porti affida ora alle Autorità di sistema» ha dichiarato Gianandrea Todesco, Direttore della direzione programmazione e finanza dell’AdSP.

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