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Ospedale di Padova, il 27 novembre si decide. E spunta Via dei Colli

Pubblicato il 6 novembre 2017 in Economie, Padova

 

Tre aree: Padova Ovest, Padova Est, l’area di via dei Colli. Oltre alla possibilità di rimanere dov’è:(ipotesi «nuovo su vecchio»). Una data: il 27 novembre. La partita sul nuovo ospedale di Padova sembra essere arrivata agli ultimi minuti, con il risultato in bilico. Questo è quanto emerso dal tavolo che ha visto stamattina sedersi uno accanto all’altro il Governatore Luca Zaia, il sindaco di Padova Sergio Giordani, il rettore Unipd Rosario Rizzuto, il presidente della Provincia Enoch Soranzo e Luciano Flor, commissario straordinario dell’Azienda Ospedaliera. Molta cautela da parte di tutti gli invitati nel definire il risultato dell’ennesima riunione su di un’opera che ha cambiato luoghi e costi più volte negli ultimi undici anni (qui una cronistoria).

Per gli amanti dell’interpretazione delle parole ecco l’intero resoconto. Provando a fare un po’ di sintesi le novità sono due: un’altra commissione tecnica, guidata da Flor con rappresentanti di ogni istituzione, che dovrà portare il 27 novembre una risposta definitiva sulle tre aree rimaste in campo. Ovvero il nuovo su vecchio proposto da Giordani – al momento senza nessuna sponda -, l’area di Padova Est dove attualmente c’è l’ultima ipotesi di accordo e la zona di Via dei Colli. Quest’ultima è la vera novità: proposta ufficialmente dalla Provincia è stata giudicata ragionevole da Rizzuto, sempre molto attento nel parlare di aree. Ma il messaggio dell’Università è parso comunque chiaro: la zona di Via dei Colli può andar bene. E oggettivamente considerando tutti i veti incrociati sulle altre due aree pare essere l’unica soluzione all’intricata matassa. In fondo è un’area già sanitaria (come un nuovo su vecchio), è a disposizione di Regione e Provincia, quindi gratis. Giordani ha chiesto rassicurazioni su cosa accadrebbe dell’attuale ospedale, e su questo l’Università ha preparato un progetto. Anche in questo caso il messaggio è semplice: nessun buco nero, ma un’area che rimarrebbe a vocazione sanitaria con laboratori, centri d’analisi e quant’altro. Magari aggiungendo qualche parcheggio, visto che la zona è una porta naturale della città e potrebbe essere un’opzione perfetta per chi vuole entrare in centro senza dover usare la macchina.

 

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