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L’arbitro Consob Barbuzzi: “forme di ristoro” per i risparmiatori ex banche venete

Pubblicato il 14 novembre 2017 in Credito, Treviso, Vicenza

Banca Popolare di Vicenza  

Servono «forme di ristoro» per gli ex risparmiatori di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, le banche venete in liquidazione coatta amministrativa. Lo ha affermato un alto funzionario della Consob, Gianpaolo Barbuzzi, che presiede il Collegio dell’Arbitro per le controversie finanziarie (Acf).

L’Acf ha presentato i suoi primi dieci mesi di attività in un convegno il 13 novembre 2017. È molto alto il numero di ricorsi presentati, 1660, molti dei quali sono concentrati in Veneto. I ricorsi hanno coinvolto 111 intermediari di cui 85 banche, 13 Sgr, 5 Sim, 4 assicurazioni e 4 imprese di investimento. È pari a 55mila euro l’importo medio del risarcimento richiesto dagli azionisti.

Barbuzzi ha spiegato che, in molte segnalazioni relative alle due ex banche popolari venete, le azioni degli istituti erano definite «più sicure dei titoli di stato». Per questo il risparmiatore «non è stato orientato in modo consapevole» ha affermato il presidente dell’Acf.

Pochi giorni fa alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle crisi bancarie è andato in scena uno scontro a distanza fra Consob e Banca d’Italia che si sono rimpallate le responsabilità dei “buchi” nella vigilanza sui due istituti. Intanto nella Legge di bilancio in discussione al Senato è stato presentato un emendamento che istituisce un “fondo per le vittime dei reati finanziari” che dovrebbe risarcire i soci veneti beffati.

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