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Barbagallo: “inopportune” porte girevoli fra Bankitalia e Popolare Vicenza

Pubblicato il 3 novembre 2017 in Credito, Treviso, Vicenza

Banca d'Italia  

Di fronte alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario ha parlato ieri, giovedì 2 novembre, Carmelo Barbagallo, il capo della vigilanza della Banca d’Italia. E di fronte ai parlamentari che lo incalzavano sul caso dei funzionari di Bankitalia – almeno cinque – che negli anni hanno rivestito ruoli, come dipendenti o consulenti esterni, nella Banca Popolare di Vicenza su cui in precedenza avevano indagato come ispettori – ha ammesso: «Ritengo inopportune le assunzioni di ex dipendenti di Bankitalia negli istituti vigilati. Tante volte l’ho detto io stesso agli interessati, ma oltre alla moral suasion non potevamo andare, all’epoca la normativa lo consentiva».

Sono le cosiddette “porte girevoli”, i casi in cui i controllori sono passati dall’altra parte della barricata, in quelle banche che avevano visitato come ispettori. Barbagallo ha anche parlato di un caso specifico, quello di Mario Lio, ex funzionario della Banca d’Italia che «in questa veste eseguì un’ispezione a Banca Nuova nel 2003 e che l’anno successivo venne assunto dalla stessa banca. Questo non mi piace e non è opportuno». Banca Nuova era una controllata siciliana di Banca Popolare di Vicenza.

Tuttavia il capo degli ispettori della Banca d’Italia ha negato che «questo fatto abbia influito sull’azione di vigilanza e sulle ispezioni». E ha aggiunto, riferendosi a Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza: «È stata la vigilanza della Banca d’Italia ad avere rilevato le criticità che connotavano le due banche». Rispondendo così ai tanti che hanno invece sollevato dubbi sull’efficacia dell’azione di vigilanza.

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