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“Lavorare in Aia”, il lavoro con gli stranieri nella ricerca dell’Ires

Pubblicato il 11 ottobre 2017 in Cultura, Lavoro, Verona

Gruppo Aia  

Il gruppo veronese Aia e le problematiche di integrazione dei suoi tanti lavoratori stranieri sono al centro di una ricerca promossa dall’Ires Cgil che sarà presentata domani, giovedì 12 ottobre 2017, in un convegno a Verona, nella sede dell’Ater (Piazza Pozza, 1/C) alle ore 13. “Lavorare in Aia” (edizioni Ca’ Foscari, disponibile in pdf a questo link) è frutto di un lavoro durato cinque anni, curato dal sociologo Vladimiro Soli, sulla base di questionari raccolti tra i 5.700 lavoratori occupati nei sei stabilimenti veneti del gruppo, oltre che su interviste ad operatori e delegati sindacali. Interverranno, oltre a Soli, Andrea Gambillara (Flai Veneto), Ludovica Cuccato (Aia, risorse umane), Anna Carreri (Università di Verona) Christian Ferrari (Cgil Veneto), Stefano Facci (Flai Verona), Andrea Lucia (delegato Aia), Ivana Galli (Flai nazionale).

lavorare in aiaIl gruppo Aia, con 7.700 dipendenti, è leader in Italia per la trasformazione e distribuzione di prodotti a base di carne. Ha sede principale a San Martino Buonalbergo e, in Veneto, conta altri stabilimenti a Zevio, Nogarole Rocche, Villaganzerla, San Giorgio in Bosco, Vazzola. Soprattutto nelle attività di macellazione, le lavorazioni sono particolarmente gravose e ripetitive e vengono svolte in maniera crescente da manodopera immigrata, passata in 10 anni da 1.000 a più di 2.000 addetti. La contrattazione a livello di gruppo presenta due rischi, spiegano i promotori della ricerca: da una parte che i vari gruppi sociali presenti in azienda anziché fondersi si chiudano in se stessi, dall’altra che l’azione sindacale non venga percepita nella sua efficacia a fronte di un lavoro faticoso e senza prospettive di carriera.

Quali sono i tratti dell’azione sindacale in rapporto alla gestione aziendale in un gruppo complesso come Aia? E quali le leve per promuovere coesione ed unità all’interno di un universo lavorativo che vede una forte presenza di lavoratori immigrati di tutte le etnie, di donne addette a mansioni gravose e ripetitive e di un’alta quota di avventizi? Come accomunare aspettative e interessi in un ambiente così eterogeneo per culture ed atteggiamenti verso il lavoro? Queste alcune domande a cui “Lavorare in Aia” cerca di dare risposta.

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