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Industria 4.0, finanza e filiere: accordo industriali Pd e Tv e Intesa

Pubblicato il 3 ottobre 2017 in Credito, Padova, Treviso

Massimo Finco, Maria Cristina Piovesana  

Una convenzione per facilitare la relazione tra banca e imprese per gli investimenti legati a Industria 4.0, Finanza Straordinaria/PIR (piani individuali di risparmio) e filiere. A siglare il patto sono Unindustria Treviso, Confindustria Padova e il gruppo Intesa Sanpaolo. A margine della firma, le due associazioni imprenditoriali chiedono anche la massima attenzione, da parte di Intesa, verso i finanziamenti accordati alle imprese da Veneto Banca e Popolare di Vicenza, in parte a rischio di rimanere fra quelli “incagliati” nella liquidazione coatta amministrativa delle due ex popolari.

Stefano Barrese

Stefano Barrese

L’accordo è stato siglato dai presidenti delle due associazioni di Treviso e Padova, rispettivamente, Maria Cristina Piovesana e Massimo Finco e dal responsabile della divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, Stefano Barrese. «Con l’accordo firmato oggi vogliamo assicurare il dialogo continuo con le imprese del territorio e mettiamo a disposizione tutti i nostri strumenti operativi e finanziari per il rilancio e lo sviluppo del Veneto» dice Barrese.

«Riteniamo molto positivo l’accordo raggiunto con Intesa Sanpaolo – sostiene Maria Cristina Piovesana, presidente di Unindustria Treviso – soprattutto alla luce delle note vicende collegate alla liquidazione delle due banche popolari venete. Chiediamo ad Intesa di impegnarsi per non ridurre gli affidamenti accordati alle imprese prima dell’acquisizione degli attivi delle due banche e, nei casi in cui non potesse evitarlo, di consentire congrui tempi di rientro allo scopo di evitare pericolose ricadute operative».

Per Massimo Finco, presidente di Confindustria Padova, «perché la risalita non sia effimera occorre voltare pagina nel rapporto tra banca e impresa, specie dopo il trauma degli ultimi anni. C’è una leva fondamentale che ancora manca per accelerare, è quella del credito, perché sia motore e non freno allo sviluppo. L’accordo con Intesa Sanpaolo segnala la volontà di un cambio di passo in questa direzione»

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