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Tutto esaurito all’Innovation Nation Forum, think tank che parla padovano

Pubblicato il 8 ottobre 2017 in Economie, Innovazione

 

C’è il Veneto sullo sfondo della giornata milanese dedicata all’innovazione. Oltre trecento fra imprenditori, professionisti, amministratori e talenti: lo spaccato di un’Italia che innova e lo fa quotidianamente. Un successo la prima edizione dell’Innovation Nation Forum, l’evento organizzato da Milano Notai e Blum. Comunichiamo l’innovazione oggi, 6 ottobre, all’hotel Rosa Grand del capoluogo lombardo. Blum. Comunichiamo l’innovazione, società veneta fondata da tre padovani, Luca Barbieri, Domenico Lanzilotta e Francesca Ponzecchi è una redazione di giornalisti specializzati che offre consulenza al mondo dell’impresa, progetta e realizza prodotti editoriali crossmediali, organizza eventi dedicati alla valorizzazione dell’innovazione Made in Italy. Ha sede a Padova e Bolzano.

Per un’intera mattinata gli attori del sistema innovativo italiano si sono confrontati su idee, spunti e aggiornamenti. A «ispirare» i presenti Carlo Ratti, il direttore del MIT Senseable City Lab, con il suo intervento iniziale. Ratti è uno dei maggiori profili a livello innovativo in campo internazionale, alla guida di un gruppo di ricerca che esplora l’impatto delle nuove tecnologie sul modo di intendere, progettare e vivere le nostre città. Nel suo intervento ha delineato le sfide che attendono la società e il mondo imprenditoriale nei prossimi vent’anni.

«L’Italia oggi è molto competitiva nel mondo delle startup – ha detto Carlo Ratti –. Può contare su persone molto qualificate, formate nelle università e nei politecnici italiani e con esperienze in tutta Europa. Rispetto agli Stati Uniti gli italiani hanno lo stesso talento, ma sono più motivati, tendono a stare più a lungo in un progetto». Un ecosistema fertile e attrattivo, quello italiano, che ha fra i suoi vantaggi la disponibilità di spazi di qualità: «Per fare innovazione serve spazio, e vediamo che questo processo sta già cambiando il volto delle nostre città – ha continuato Ratti –. A Parigi Station F, il più grande incubatore d’Europa, appena aperto sta già rinnovando il quartiere in cui è ospitato. Le stesse dinamiche di forte trasformazione urbana le vediamo a Londra e a Berlino: non è una bolla, è un grande cambiamento e città italiane come Torino e Milano offrono grandi potenzialità in questo senso».

Dopo l’intervento iniziale si è passati alla fase di confronto e contaminazione di idee. Otto workshop per quattro grandi temi: Industry 4.0, Health, Fintech e Real Estate. Ogni tavolo vedeva, moderati da giornalisti delle maggiori testate giornalistiche italiane, tre relatori capaci di portare esperienze diverse. Così rappresentanti di fondi di investimento, imprenditori (affermati e giovani rampanti fondatori di startup), abilitatori dell’ecosistema innovativo hanno dato vita ad un vero e proprio network dell’Italia che guarda al futuro, pronta a vincere le sfide di una società, e di un mondo imprenditoriale, in costante evoluzione.

«L’Italia che innova ha bisogno di un nuovo stile
 di comunicazione che parta dai contenuti
 e dai valori reali – spiega Luca Barbieri, cofondatore di Blum. Comunichiamo l’innovazione, direttore di innovation-nation.it – Il nostro scopo è quello 
di far dialogare tutti gli attori del Paese reale 
per stimolare, accompagnare, valorizzare la fase 2.0 del sistema, che deve portare l’innovazione
 non al centro del dibattito, ma al centro della prassi».

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